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Al Teatro San Marco Lectio magistralis di Roberto Vecchioni “L’importanza del linguaggio

Scritto da il 13 maggio 2024 alle 09:30 e archiviato sotto la voce Attualità, Cultura & Spettacoli. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Mercoledi 15 maggio si terrà alle ore 16,00 presso il Teatro San Marco la lectio magistralis di Roberto Vecchioni che relazionerà sul tema “ L’importanza del linguaggio”
Facendo riferimento al suo libro “ Lezioni di volo e di atterraggio. verrà evidenziato la conoscenza e l’uso corretto delle parole per la costruzione del linguaggio. “I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo”.(Wittgenstein). Noi siamo le parole che conosciamo, la lingua che riusciamo a usare. Più questa è ricca, più la sappiamo articolare, più saranno ricchi e articolati i nostri pensieri e il nostro essere, più saremo padroni coscienti di noi stessi, più potremo essere liberi e creativi. Nelle Giornate di Follia, come Vecchioni , le definiva incontrava i suoi allievi in un parco,” ci si metteva spari, chi in piedi ,chi sdraiato, dopodichè s’iniziava. Questo era il gioco, questa la sfida: aggirare l’ovvio, non ripetere il risaputo, bucare il tempo, aprire strade, sondare il possibile, il parallelo, l’alternativo. Poteva durare anche a lungo questo aggrovigliarsi di nuvole e mondi, ma si atterrava, prima o poi si atterrava sempre”. “ E’ gioco, sfida, provocazione. E’ gettare un sasso e contare i cerchi che si allargano sull’acqua. Porte che si aprono su altre porte,senza mai fermarsi alla prima”

Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta ed è stato anche docente di latino e greco, docente di Forme di Poesia in musica presso l’Università di Pavia, ed è membro della Giuria dei Letterati del Premio Campiello. Più volte vincitore di premi e riconoscimenti, nelle sue canzoni ha affrontato temi impegnativi, autobiografici e sociali, con accenti spesso amari, costruzioni complesse con il ricorso a riferimenti letterari , filosofici nella elaborazione dei testi. Incide, nel 1971, il suo primo album ma è nel 1977 che ottiene la fama presso il grande pubblico con il suo maggiore successo, Samarcanda. Nel 1983 vince il Premio Tenco e nel 1992 il Festivalbar. Nel 2011 vince il Festival di Sanremo con la canzone “Chiamami ancora amore” e gli viene inoltre conferito il Premio della Critica “Mia Martini” nella sezione Artisti. A dicembre 2014 debutta sul grande schermo nel ruolo di Vito nel film di Sergio Castellitto “Nessuno si salva da solo”. Tra i suoi romanzi ricordiamo:“Le parole non le portano le cicogne”( 2000-). Il libraio di Selinunte (2004), Diario di un gatto con gli stivali (2006), Scacco a Dio (2009), Il mercante di luce (2014), La vita che si ama. Storie di felicità (2016), Lezioni di volo e di atterraggio (2020) e Tra il silenzio e il tuono (2024)

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