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direttore Antonio De Cristofaro

Covid-19, fase 2: centro storico e vita notturna

Scritto da il 23 aprile 2020 alle 09:40 e archiviato sotto la voce Attualità, Foto, Sociale, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Covid-19, fase 2: centro storico e vita notturna

La pandemia ha colpito tutti e ciascuno di noi ha rivendicazioni da fare: dai ristoratori agli albergatori, dai commercianti ai residenti, tra cui vi sono operai e impiegati che rischiano il posto di lavoro, artigiani e professionisti che hanno subito danni economici notevoli.

Il virus ha danneggiato tutti, senza distinzioni.

Uno dei settori per forza di cose più colpito è quello della vita notturna cittadina, la cosiddetta “movida”.

Il comitato non è insensibile alle istanze dei gestori – specie di coloro che operano correttamente – dei tanti, forse troppi bar che progressivamente hanno saturato una parte ben definita del Centro Storico. Il lavoro onesto va sempre rispettato.

Non vogliamo quindi in questa sede ribadire le polemiche relative agli eccessi di una situazione divenuta a volte caotica, ma cercare di essere il più possibile equanimi e propositivi.

E’ indubbio che la tendenza generalizzata degli ultimi quindici anni abbia trasformato taluni centri storici in un enorme bar a cielo aperto, in cui ben pochi locali dispongono di una superficie interna atta ad accogliere la clientela. Di qui il proliferare di localini ristretti al solo banco mescita, con l’intera utenza riversata nella pubblica via.

Con le nuove norme e con il nuovo stile di vita che saremo costretti ad adottare, questo non sarà più possibile, almeno fino a quando vi saranno dei rischi per la salute pubblica. Di ciò siamo tutti ben consapevoli, residenti e gestori.

Non dovrà però essere una fine, ma un nuovo inizio.

In questo momento sono necessarie visione e strategia. Si dovrà perciò ripensare completamente alla fruizione della parte storica della nostra amata città, coinvolgendo in questo processo tutti i soggetti interessati.

Andranno riscritte regole nuove. I locali dovranno mutare le loro attuali caratteristiche andando incontro ad una necessaria differenziazione, con l’aiuto essenziale dell’Ente pubblico che dovrà contribuire a tracciare un ruolo diverso e più variegato per il commercio, orientandolo finalmente alla valorizzazione dell’area a fini turistici, e dovrà sostenere economicamente questi cambiamenti.

Riconversione è la parola, così come con sacrificio sono stati indotti a fare i gestori di locali più ampi e delle discoteche, costrette a chiudere quando è esploso il fenomeno della cosiddetta “movida”. Fenomeno – che come ben sanno i gestori più esperti – storicamente non concerne soltanto la vendita di alcolici, ma che può e dev’essere un autentico volano per la reale valorizzazione del Centro sul piano turistico e culturale.

Il Comitato di Quartiere è presente ed è sempre a disposizione per eventuali tavoli istituzionali volti a far divenire il nostro Centro storico un vivo ed attrattivo cuore pulsante di cultura e bellezza per Benevento e l’intero Sannio.

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