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direttore Antonio De Cristofaro

L’emozione di un emigrante “Campolattaro: un Presepe in giardino”

Scritto da il 5 gennaio 2020 alle 10:31 e archiviato sotto la voce Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Salve, mi è pervenuta questa mail da un emigrante tornato al suo paese di origine per le festività natalizie, mi ha voluto donare questo suo racconto emozionale, a mia volta lo donerò integralmente a voi :

<<L’altra sera rientravo nel mio paese di origine per trascorrere le festività natalizie in famiglia, la macchina procedeva in maniera tranquilla quasi toccando delicatamente l’asfalto mentre godevo la vista degli addobbi natalizi nei vari paesi che incrociavo: fili interminabili di luci. Campolattaro, ecco l’insegna: il mio viaggio sta quasi volgendo al termine mentre pregusto già l’abbraccio dei miei cari. All’ingresso del paese le varie case illuminate mi ricordano l’evento incombente, procedo, sto superando la farmacia quando da lontano qualcosa attrae di più la mia attenzione. Sì, è una capanna quella che vedo con tanto di stella cometa illuminata. . . ma. . . in un giardino? Mi avvicino e resto davvero incantato dallo spettacolo che si presenta ai miei occhi: un presepe.Senza indugio mi accosto per curiosare; è stata la capanna e il luccicìo delle luci a guidarmi. Abbasso il finestrino e sono avvolto da una dolce musica natalizia di ciaramelle e canti. Penso: “ Che bello!”  Scendo per meglio ammirare quell’inusitato spettacolo. Le sagome dei personaggi sono in legno, a grandezza naturale e i loro visi espressivi mi parlano dello stupore dell’evento. Ecco là , in fondo vedo un cammello e i Re Magi con i loro doni in fila indiana diretti verso la capanna, una brace accesa, bivacco di pastori, un piccolo pollaio, un pastore con in mano una lanterna illuminata, il suo gregge, un pozzo, un’aia con piccoli pannicelli stesi ad asciugare, l’Angelo che annuncia l’evento e quelli adoranti, utensili di uso comune, brocche, orci, scala, anfora, tinozze. Su tappeti sistemati i doni dei pastori, doni, tanti, umili, semplici doni, frutta di stagione, una deliziosa gabbiettacon due uccellini azzurrie poi la Vergine Maria e San Giuseppe in adorazione del Bambino Gesù, solo lui in statua anch’essa a grandezza naturale e bellissima. Mentre incantato osservo quel presepe da togliere il fiato, che tanto amore, mi trasmette ecco che un’altra macchina si ferma e l’autista come me si avvicina alla recinzione della casa per godere di questo inatteso spettacolo e inizia a scattare foto con il suo cellulare ad ogni particolare presepistico. Meraviglioso! In un’epoca dove tutto è alterato, trasformato, dove quasi quasi anche la nascita del Redentore è una leggenda, qui in questo piccolo paese il Bambino Gesù mi abbraccia con il suo amore e mi dice: “Ti amo”. Resto così con le mani appoggiate alla recinzione per diversi minuti mentre dal mio cuore sgorga una preghiera. Scambio poche battute con l’altro conducente che come me sosta per ammirare questo “miraggio” e poi spontaneamente lancio un bacio e con il cuore colmo di gioia risalgo in macchina riprendendo il viaggio volgendo il mio grato pensiero, alla persona che ha così ben rappresentato questo mistero.>>

Questo è il mio modo di augurarvi un Buon 2020!!

Gianluca Iandolo