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L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia

Scritto da il 19 aprile 2019 alle 19:10 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli, Foto, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia

Il prossimo 3 maggio sarà inaugurata a Roma, nella Palazzina Gregoriana del Palazzo del Quirinale, la mostra “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia”, a cura di Francesco Buranelli.

La mostra, nel cinquantesimo anniversario (1969 – 2019) del Comando Tutela Patrimonio Culturale, si pone l’obiettivo di presentare agli studiosi e al grande pubblico i più rilevanti risultati conseguiti in questi anni dall’incisiva azione investigativa dei Carabinieri al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di una vera e propria emergenza nazionale: la tutela del patrimonio culturale nazionale.

Un centinaio di opere, ordinate in quattro sezioni espositive, consentirà al pubblico di rivivere storie di recuperi – alcuni avventurosi, altri frutto di minuzioso, lungo e paziente lavoro investigativo – di opere disperse in ogni angolo del mondo dalla Giamaica all’Ucraina, dall’America al lontano Oriente. Opere recuperate alla comunità e alla ricerca scientifica, riportate in Italia, ricontestualizzate nel territorio o nel tessuto connettivo che le aveva generate, restituendo loro la dignità culturale più vera e profonda di ogni opera d’arte, quella del contesto di appartenenza. Poiché, se è vero che ogni opera d’arte appartiene all’umanità intera, è tanto più vero che essa acquisisce valore di civiltà solo dalla conoscenza e dalla relazione profonda, direi geografica e fisica, con i luoghi che l’hanno prodotta, con la cultura che l’ha generata, con il paesaggio che l’ha suggerita. Con l’opera artistica di Euphronios, uno dei più celebrati pittori greci di V sec. a. C., le mirabili Madonne con Bambino, dipinte da Piero della Francesca, Andrea Mantegna,  Giovanni Bellini, Antoniazzo Romano e ai capolavori del Tiepolo sarà esposta anche il Vaso di Assteas del IV secolo a. C..

Il prezioso reperto raffigurante il Ratto di Europa, presenta sul lato anteriore il mito del ratto di Europa, mentre sul retro Dioniso seguito da alcune menadi, un sileno e il dio Pan. Ritrovato a Sant’Agata dei Goti negli anni ’70 dopo essere stato trafugato ed esposto al Getty Museum di Malibù, in California, fu riportato in Italia dai carabinieri, ed esposto in occasione dell’inaugurazione del museo Archeologico del Sannio Caudino nel 2015. Le operazioni d’imballaggio per la movimentazione su Roma, coordinate dal Direttore Ferdinando Creta, sono state effettuate stamattina. La mostra rimarrà aperta fino al 14 luglio 2019.

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