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Misure specifiche per i comuni montani – interviene confindustria per la montagna

Scritto da il 8 agosto 2019 alle 17:53 e archiviato sotto la voce Ambiente, Attualità, Foto. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Misure specifiche per i comuni montani – interviene confindustria per la montagna

Confindustria Benevento fa parte della rete di Confindustria per la Montagna che porta avanti una serie di azioni volte a promuovere  politiche mirate  a raggiungere obiettivi di sviluppo specifici rispetto alle esigenze di Comuni Montani.

Sono tre le proposte operative che Confindustria per la Montagna ha rivolto al ministro per gli affari regionali Erika Stefani nel corso della riunione promossa nei giorni scorsi a Roma nell’ambito degli Stati Generali della Montagna e che ha visto confrontarsi sui temi più rilevanti i coordinatori degli 11 tavoli tecnici.

La prima proposta riguarda l’introduzione di un credito d’imposta per ricerca e sviluppo a favore delle pmi ricadenti nelle aree montane utilizzabile dai beneficiari in compensazione con i propri debiti erariali e contributivi per investimenti di ricerca, sviluppo e innovazione. Il Secondo punto è l’istituzione di un fondo per le imprese giovanili, che preveda finanziamenti sia a fondo perduto che a tasso agevolato sulla falsariga di quanto sta accadendo con il piano “Io resto al Sud”, iniziativa coordinata da Invitalia che prevede un contributo a fondo perduto e un prestito bancario assicurato dal Fondo di Garanzia per le PMI.

La terza proposta riguarda invece gli ITS, ovvero gli Istituti tecnici superiori post-diploma che offrono percorsi professionalizzanti e che stanno diventando una voce sempre più importante nel sistema formativo a sostegno delle aziende.  È stato chiesto al ministro di rivedere i numeri minimi di attivazione. È chiaro che in montagna – visto lo spopolamento – è più difficile avviare delle classi, quindi i parametri di 20 studenti per classe – necessari per attivare i corsi ITS – devono essere rivisti. Le aziende che chiedono profili specializzati devono poter contare su proposte formative adeguate sul territorio.

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