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direttore Antonio De Cristofaro

Benevento, Bucchi: “Nel primo tempo atteggiamento sbagliato. Nel secondo più determinati”

Scritto da il 28 agosto 2018 alle 00:41 e archiviato sotto la voce Calcio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Mister Cristian Bucchi ha analizzato così la partita con il Lecce.
“Nel primo tempo non è stata la mia squadra, non mi è piaciuta. Li aspettavamo troppo e quando fai così prima o poi prendi gol. Mi è piaciuta di più nel secondo, in cui ci siamo scrollati di dosso quell’ansia di prendere gol e abbiamo fatto meglio. Sono contento che questa situazione sia capitata oggi. Bisogna trovare equilibrio. Nell’ultima mezzora abbiamo lavorato di qualità e di cuore. Volevamo a tutti i costi rimettere in piedi la partita e ci siamo riusciti. Dovremmo cercare di essere molto di più quelli dell’ultima mezz’ora.
VIOLA – Farlo abbassare sulla linea dei difensori è stata una mia richiesta, per evitare la marcatura a uomo. Dovevano però alzarsi di più i terzini e fare i cambi di gioco che non siamo riusciti a fare bene, dando al Lecce la possibilità di recuperare palla.
CAMBI – Non sono i cambi ad aver cambiato la partita, anche se chi è entrato ha fatto bene. Non si può fare un primo tempo come lo abbiamo fatto noi, in cui è stata tutta la squadra a sbagliare. La qualità dei singoli c’è, ma deve esserci anche lo spirito di squadra. Sebbene questa partita ci lascia la felicità di aver recuperato il risultato, da allenatore dico che non si può fare un primo tempo come lo abbiamo fatto oggi. Si fa fatica a trovare un singolo che abbia giocato bene nella prima frazione di gara, dato che è stata tutta la squadra a non averlo fatto. Abbiamo avuto un atteggiamento passivo e sbagliavamo molti passaggi.
L’essere considerati favoriti non deve essere un freno, ma uno stimolo. Dobbiamo avere equilibrio perché questo è un campionato che ci metterà alla prova partita dopo partita.
RIPOSO – La pausa non mi piace. A me piace fare punti e farli subito. Però abbiamo 18 giorni per lavorare sulle cose che abbiamo fatto male.
GERARCHIE – Le gerarchie le fa il campo. Quelli che stanno giocando sono quelli che hanno lavorato con più continuità fin ora e sono messi meglio. Abbiamo due giocatori per ruolo e tutti avranno la possibilità di giocare.
BRILLANTEZZA – Non eravamo stanchi, ma contratti all’inizio. Altrimenti non riesci a fare un secondo tempo come lo abbiamo fatto noi: aggredendoli, accorciando gli spazi e pressandoli alti. E’ stato più un atteggiamento mentale di chi si è messo nell’ottica che la partita in qualche modo si sarebbe vinta. Li ho visti frenati anche nel riscaldamento. E sapevo che qualcosa sarebbe non andata per il verso giusto. Non immaginavo però fino a quel punto.
INSIGNE – Ho pensato più a sfruttare gli esterni per non ingolfare il centro, visto che stavamo perdendo. Abbiamo lavorato su un paio di moduli. Roberto come Ricci possono giocare tranquillamente sugli esterni. Da Insigne però mi aspetto di più. A volte è monotematico, vuole la palla sempre tra i piedi e diventa prevedibile. Roberto è un giocatore duttile che può darmi diverse soluzioni.”

di Edoardo Porcaro

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