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Alla Fondazione ‘Romano’ conversazione con Alberto Di Palma

Scritto da il 1 marzo 2016 alle 11:26 e archiviato sotto la voce AttualitĂ , Cultura & Spettacoli, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Domani, mercoledì 2 marzo, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme, accoglie Alberto Di Palma. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si presenta il libro Respiro, Mediterraneo Edizioni, 2015. “Il far poesia sceglie o scioglie una finzione? Se lo chiede l’autore, disputando con il linguaggio la forza – ove possibile – del comprendere, dell’osservare. Ma vi è un’impellenza in lui, un obbligo, un errore non rimediabile. La memoria è lo scranno dal quale si dettano lezioni, il luogo dell’imparare. Dal mare alla conchiglia che gli è restituita, dal tempo alla sua fatica di vivere, dagli occhi al prodigio dei primi versi, tutto è silenzio, solitudine, estraneitĂ  dell’uomo a se stesso, al punto che egli respira perchĂ© il mondo respira, e lo riempie, attraverso il tempo, di un destino ineluttabile, spesso drammatico. Ma “c’è uno specchio in ogni casa”, un tema dell’attraversamento, svelato, infranto, dove l’ombra non si riflette. E gocciola la notte, come liquido “rifugio”, depone il suono sordo “in fondo agli occhi”, quando si chiudono… Sepolto il “respiro”, ammutolito il “sonaglio”, divelte le porte dai cardini, l’uomo, oltre la parola che gli torna indietro dalle profonditĂ  dell’etere divino, il poeta, richiamato al pieno dovere intimamente suo d’umanitĂ , affonda i piedi in un letto d’aghi di pino, in un manto di “neve del mattino”, guarda gioioso al mulino mosso dal vento che egli ha suscitato dal cuore… Non fugge piĂą l’autore della silloge, torna ad un “corpo senza ossa”, tela capovolta dai colori dell’iride. “Milioni di volumi” si mettono a cantare all’unisono, “calici d’inchiostro” cadono sulle bianche camicie sudate dei versi. Questa volta “l’incanto” non si spezza. Brevissimo dettato dell’aver compiuto “l’amai”. Cosa resta della poesia? Un “relitto troppo leggero” che non tiene il peso neppure di un “naufrago”, la “scia bianca” dell’onda che ne ha ucciso il respiro ma ha trattenuto l’anima. Fino alla “fine” del verso” (tratto dalla Prefazione).

Tutti i video relativi agli incontri settimanali sono visibili sul sito della Fondazione (www.fondazioneromano.it) nella Sezione “Mercoledì culturali”.

 

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