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Vicenda Zamparini, Damiano: ‘Sono sereno ed ho fiducia nella Magistratura’

Scritto da il 5 marzo 2011 alle 09:59 e archiviato sotto la voce Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Si è svolta ieri mattina a Palazzo Mosti la conferenza stampa sul tema “Iter giudiziario della vicenda Zamparini”, convocata dall’assessore Aldo Damiano e a cui è intervenuto anche il sindaco di Benevento, Fausto Pepe.

“La vicenda – spiegato l’assessore Aldo Damiano – ha origini remote, precedenti alla nostra amministrazione, tant’è vero il primo dossier fu realizzato da Rifondazione Comunista e copriva l’arco temporale che va dal 1998 alla data in cui fu appunto presentato, e cioè il mese di dicembre del 2002. Inoltre, va ricordato che l’inchiesta è stata avviata nel mese di aprile del 2006, mentre la nostra amministrazione si è insediata nel successivo mese di giugno, e cioè nella fase ultimativa dell’intervento insediativo. Fu allora che adottammo la famosa delibera n. 150, che ancora oggi ritengo fosse l’unica soluzione che potevamo assumere per la risoluzione di una situazione che oramai andava solo affrontata e risolta. Chiarito ciò, mi preme anche evidenziare che nel corso delle indagini sono stato destinatario di una richiesta di arresti domiciliari per abuso d’ufficio e truffa. Richiesta respinta in ogni sede, a partire dal Gip, per insussistenza dell’ipotesi di reato prefigurata dall’accusa. L’indagine è tuttora in corso. Sono sereno ed ho assoluta fiducia verso il lavoro svolto dalla magistratura, ancora più di ieri, visti gli approfondimenti da parte di ben sette giudici che hanno ritenuto di rigettare le richieste a mio carico”.

L’assessore Damiano, poi, è entrato nel merito dell’esperienza amministrativa: “Sono tuttora convinto della necessità di rivedere l’organizzazione complessiva di alcuni settori del Comune. Ho tentato di farlo sin dal mio insediamento e, forse, per questo sono stato oggetto di continue denunce. Inoltre, mi preme chiarire che la restituzione delle deleghe è stato un atto di rispetto nei confronti della città, oltre che di chiarezza, perché ero destinatario di una richiesta di provvedimento restrittivo. Richiesta che oggi non c’è più”.

Il sindaco, Fausto Pepe, dal canto suo ha ripercorso le origini della vicenda Zamparini: “L’aspetto che mi ha maggiormente infastidito in questi anni è stato quello della decontestualizzazione operato da tanti protagonisti della vicenda nata, è bene ribadirlo, in un periodo amministrativo precedente al nostro insediamento (1998-2006). Anzi, quand’eravamo all’opposizione, abbiamo stigmatizzato continuamente comportamenti che ritenevamo non leciti, non legittimi e non idonei. Immaginate, quindi, le difficoltà che abbiamo incontrato quando, appena insediati, ci siamo trovati di fronte ad una richiesta d’apertura di una struttura già ultimata, con gli scaffali pieni di merce e con circa 200 dipendenti già assunti. Tutti premevano per l’apertura, a partire dalla Provincia e dagli altri enti territoriali. Ricordo le riunioni in Prefettura, il pressing delle organizzazioni sindacali. Insomma, ci siamo ritrovati tra le mani una vera e propria bomba ad orologeria che abbiamo disinnescato con l’adozione della famosa delibera 150, che ritengo che sia tutt’ora difendibile sotto ogni punto di vista”.

Il sindaco ha poi toccato gli aspetti più generali della vicenda: “In questa città un grande limite è rappresentato dai vuoti di memoria e dal trasformismo continuo. E così in tanti finiscono addirittura per l’addossare a noi le proprie responsabilità. Ci tengo poi a chiarire che non ho mai creduto in una responsabilità diretta dell’assessore Damiano in questa vicenda, anche alla luce della comune battaglia condotta dai banchi di opposizione. Lui è un punto di forza di quest’amministrazione, ha lavorato bene e nelle prossime ore valuteremo quale deve esser il suo ruolo in questo ultimo scorcio amministrativo”.

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