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direttore Antonio De Cristofaro

La camorra c’e’ sempre stata ma ora si fa anche sentire

Scritto da il 28 aprile 2009 alle 17:26 e archiviato sotto la voce Cronaca, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Benevento isola felice? una volta, forse, ma ora assolutamente non è più così. L’escalation di violenza degli ultimi mesi culminata con l’assassinio di Cosimo Nizza è la riprova che il tiro è ormai alto. Non parliamo più di ‘semplici’ estorsioni, spesso di poche centinaia (in alcuni casi migliaia) di euro. Non parliamo più di furti di auto ed episodi di microcriminalità. Neanche di omicidi figli di piccole vendette tra delinquenti comuni. Ormai siamo alle esecuzioni. Di questo dobbiamo parlare per inquadrare l’episodio di ieri. Un uomo su una sedia a rotelle freddato con tre colpi di pistola. La dinamica fa pensare alla matrice camorristica: in due in sella ad un motorino, volti coperti dal casco, proiettili che giungono al bersaglio, in particolare alla testa. Chiaro ‘marchio di fabbrica’ della camorra che quando spara per uccidere non punta al bersaglio grosso ma direttamente alla nuca. La vicenda delle ultime 24 ore è solo l’ultimo anello di una catena che è ormai piuttosto lunga. Incendi dolosi, bombe carta, intimidazioni anche inquietanti. Ma tutti a dire che Benevento è un’isola felice. In realtà è solo una zona franca dove fino a ieri non era possibile ammazzare, non si poteva agire in maniera eclatante. Ma la camorra a Benevento, meglio ancora in provincia, c’è sempre stata. Ora sta agli inquirenti capire cosa ha fatto cadere la pace armata. Quali equilibri sono saltati e quali gruppi hanno annusato ‘l’affare’, in un territorio in cui, negli ultimi anni, l’economia ha subito un’ulteriore input. Non ce lo nascondiamo: Benevento è ultima nelle decine di classifiche che misurano la qualità della vita, ma non siamo certo così indietro così come in tanti pensano sul piano dei redditi. In città ci sono più sportelli bancari che distributori di benzina, dettaglio più importante di qualsivoglia graduatoria, sintomo di una ricchezza nascosta. In pochi anni abbiamo visto nascere due centri commerciali e due multisala. Attività che rimangono in piedi nonostante la crisi: significa che possono fare affidamento su una capacità di spesa dei cittadini piuttosto importante. Unica spiegazione possibile questa per giustificare l’esistenza di queste strutture in un territorio che comprende 60 mila persone. E allora la camorra che fa? Si butta a capofitto e alza le tariffe. E quando le tariffe sono alte e l’affare è buono tutti si raccolgono attorno all’osso, e allora si uccide per farsi spazio. Queste sono le cose che bisognerebbe cominciare a valutare, senza mettere la testa sotto la sabbia. E’ un momento cruciale per la nostra città e tutti dovranno fare la loro parte. La politica deve mettere da parte la litigiosità per fare fronte comune. Un ruolo importante è quello dei giornalisti. Oggi il collega Peppino Vaccariello e l’operatore Carmine Limata di Rete Sei (a loro la nostra solidarietà) sono stati vittime di un’aggressione al Rione Libertà, mentre filmavano il luogo in cui è avvenuto l’omicidio di Cosimo Nizza. La violenza è stata subita da loro ma, per chi l’ha commessa, è un avvertimento per tutti. La speranza è di non vedere colleghi con la testa bassa.
Massimo Gallo
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