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	<title>Commenti a: Salute: aumentano gli attacchi di panico. Spesso è colpa del mal di suocera</title>
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	<description>Quotidiano Online di Benevento e provincia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Nov 2016 17:42:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Prof. Giampaolo Perna</title>
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		<dc:creator>Prof. Giampaolo Perna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 12:06:39 +0000</pubDate>
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		<description>Sostenere un’opinione e dimostrare scientificamente la sua validità sono due cose ben diverse e soltanto in questo secondo caso possiamo fare affermazioni chiare soprattutto in campi così delicati come la salute. Questo è molto importante perché si rischia di condizionare, in maniera non fondato, la scelta del percorso terapeutico e la possibilità di tornare a star bene.   
Sono rimasto molto perplesso nel leggere la notizia……..in cui viene proposto che gli attacchi di panico siano causati da incomprensioni o conflitti con la suocera. Per dire che esiste una associazione tra un evento (attacchi di panico) e un altro (suocera invadente) non è sufficiente l’osservazione personale ma è fondamentale dimostrarlo mediante ripetuti studi scientifici correttamente svolti. Mentre nelle due principali banche dati mondiali biomediche e psicologiche (Pubmed e PsycInfo) esistono ben 9225 e 9859 articoli scientifici riferiti agli attacchi di panico, non esiste alcun articolo che parli dell’associazione tra attacchi di panico (panic attacks) e suocera (mother-in-law).  Già questo dato ci dice che non è corretto affermare che esista questa associazione.
Mi chiedo quindi se coloro che hanno diffuso questa informazione abbiano condotto uno studio scientifico a riguardo e, se sì, dove esso sia stato pubblicato o sia in corso di pubblicazione, quali criteri siano stati utilizzati per selezionare il campione, secondo quale metodo, con quale gruppo di controllo e quali criteri diagnostici siano stati applicati. In mancanza di questi dati, ci troviamo di fronte semplicemente a un’opinione personale che non ha alcun valore scientifico e non può essere generalizzabile. Capire, in sostanza, se è l’opinione di un professionista, oppure se è un dato scientificamente fondato.
Dalla mia esperienza di oltre 25 anni nel curare chi soffre di panico in istituzioni scientifiche di prestigio, nello studiare scientificamente questo disturbo (con oltre 50 pubblicazioni scientifiche internazionali al riguardo) e dal mio impegno nell’aggiornamento scientifico continuo in questo campo non ricavo elementi che possano sostenere l’esistenza di questo rapporto causa-effetto, soprattutto in riferimento all’affermazione “Una buona fetta delle persone a cui è stato diagnosticato l’attacco di panico aveva un problema reale con una suocera troppo presente nella vita di coppia”. Perfino la semplice affermazione che gli attacchi di panico siano causati da problemi relazionali non ha alcun chiaro sostegno scientifico. Non dubito che alcune persone si possano presentare in Pronto Soccorso per una reazione emotiva intensa scatenata da un litigio o conflitto familiare ma la diagnosi di attacco di panico e di Disturbo di Panico poggia su criteri ben precisi e non deve essere confusa con la reazione emotiva ad un evento.        
La considerazione che soprattutto mi preme sottolineare è che la stampa e i media (internet compreso) toccano argomenti sulla salute dei cittadini con troppa superficialità. Gli attacchi di panico possono indurre un disturbo così grave da togliere la libertà di muoversi, essere autonomi e, in ultima analisi, la possibilità di decidere della propria vita. E’ un dovere informare i cittadini ma è anche una grande responsabilità accertarsi della validità delle informazioni che vengono fornite perché chi soffre è particolarmente sensibile alle notizie senza però avere gli strumenti scientifici per valutare il valore delle informazioni riportate.

Prof. Giampaolo Perna
Direttore Scientifico e Primario, Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Casa di Cura Villa San Benedetto, Albese con Cassano (Como) e del Centro Europeo per i Disturbi d&#039;Ansia ed Emotivi (CEDANS)(Milano).  Professore Onorario in psichaitria e Neuropsicologia, Università di Maastricht (Olanda). www.giampaoloperna.com, www.cedans.it, www.fidans.it, www.ansia.info</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sostenere un’opinione e dimostrare scientificamente la sua validità sono due cose ben diverse e soltanto in questo secondo caso possiamo fare affermazioni chiare soprattutto in campi così delicati come la salute. Questo è molto importante perché si rischia di condizionare, in maniera non fondato, la scelta del percorso terapeutico e la possibilità di tornare a star bene.<br />
Sono rimasto molto perplesso nel leggere la notizia……..in cui viene proposto che gli attacchi di panico siano causati da incomprensioni o conflitti con la suocera. Per dire che esiste una associazione tra un evento (attacchi di panico) e un altro (suocera invadente) non è sufficiente l’osservazione personale ma è fondamentale dimostrarlo mediante ripetuti studi scientifici correttamente svolti. Mentre nelle due principali banche dati mondiali biomediche e psicologiche (Pubmed e PsycInfo) esistono ben 9225 e 9859 articoli scientifici riferiti agli attacchi di panico, non esiste alcun articolo che parli dell’associazione tra attacchi di panico (panic attacks) e suocera (mother-in-law).  Già questo dato ci dice che non è corretto affermare che esista questa associazione.<br />
Mi chiedo quindi se coloro che hanno diffuso questa informazione abbiano condotto uno studio scientifico a riguardo e, se sì, dove esso sia stato pubblicato o sia in corso di pubblicazione, quali criteri siano stati utilizzati per selezionare il campione, secondo quale metodo, con quale gruppo di controllo e quali criteri diagnostici siano stati applicati. In mancanza di questi dati, ci troviamo di fronte semplicemente a un’opinione personale che non ha alcun valore scientifico e non può essere generalizzabile. Capire, in sostanza, se è l’opinione di un professionista, oppure se è un dato scientificamente fondato.<br />
Dalla mia esperienza di oltre 25 anni nel curare chi soffre di panico in istituzioni scientifiche di prestigio, nello studiare scientificamente questo disturbo (con oltre 50 pubblicazioni scientifiche internazionali al riguardo) e dal mio impegno nell’aggiornamento scientifico continuo in questo campo non ricavo elementi che possano sostenere l’esistenza di questo rapporto causa-effetto, soprattutto in riferimento all’affermazione “Una buona fetta delle persone a cui è stato diagnosticato l’attacco di panico aveva un problema reale con una suocera troppo presente nella vita di coppia”. Perfino la semplice affermazione che gli attacchi di panico siano causati da problemi relazionali non ha alcun chiaro sostegno scientifico. Non dubito che alcune persone si possano presentare in Pronto Soccorso per una reazione emotiva intensa scatenata da un litigio o conflitto familiare ma la diagnosi di attacco di panico e di Disturbo di Panico poggia su criteri ben precisi e non deve essere confusa con la reazione emotiva ad un evento.<br />
La considerazione che soprattutto mi preme sottolineare è che la stampa e i media (internet compreso) toccano argomenti sulla salute dei cittadini con troppa superficialità. Gli attacchi di panico possono indurre un disturbo così grave da togliere la libertà di muoversi, essere autonomi e, in ultima analisi, la possibilità di decidere della propria vita. E’ un dovere informare i cittadini ma è anche una grande responsabilità accertarsi della validità delle informazioni che vengono fornite perché chi soffre è particolarmente sensibile alle notizie senza però avere gli strumenti scientifici per valutare il valore delle informazioni riportate.</p>
<p>Prof. Giampaolo Perna<br />
Direttore Scientifico e Primario, Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Casa di Cura Villa San Benedetto, Albese con Cassano (Como) e del Centro Europeo per i Disturbi d&#8217;Ansia ed Emotivi (CEDANS)(Milano).  Professore Onorario in psichaitria e Neuropsicologia, Università di Maastricht (Olanda). <a href="http://www.giampaoloperna.com" rel="nofollow">http://www.giampaoloperna.com</a>, <a href="http://www.cedans.it" rel="nofollow">http://www.cedans.it</a>, <a href="http://www.fidans.it" rel="nofollow">http://www.fidans.it</a>, <a href="http://www.ansia.info" rel="nofollow">http://www.ansia.info</a></p>
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