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Vigorito e Foggia: “Non faremo il mercato tanto per fare”

Scritto da il 30 dicembre 2018 alle 21:05 e archiviato sotto la voce Calcio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Presenti in sala stampa anche il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, e il direttore sportivo, Pasquale Foggia. Hanno fatto il punto su questa prima parte di stagione e si sono intrattenuti per un brindisi di fine anno con la stampa locale.
Queste le parole del presidente Oreste Vigorito.
“Siamo sereni per non aver perso, altrimenti ci saremo portate le scorie della sconfitta per tre settimane. In tre mesi ne abbiamo passate tante: dal diluvio di La Spezia, alla nebbia di Padova. Spero che comunque questo pareggio sia di buon auspicio per l’anno prossimo.
MERCATO – Vi chiedo di non far circolare nomi di calciatori che non siano veri perché portano scompiglio in quelli che abbiamo. Non ci divertiamo a non dirvi le cose. Capita che alcune volte le trattative nascano per caso e che altre saltino con la stessa facilità. Vi chiedo di non farvi prendere dalla fregola. Proviamo ad essere tutti più cauti, anche perché non ci saranno i fuochi d’artificio a gennaio. L’impegno della società è quello di fare il meglio possibile.
Mercato? Abbiamo parlato col tecnico. Il vestito però non lo dobbiamo fare da capo e quindi è un po’ difficile fare meglio.
Questa squadra ha fatto bene all’inizio, compresa la Coppa Italia. Poi a novembre ci sono stati diversi infortuni che ne hanno condizionato l’andamento. Molti però non sono dipesi dalla preparazione tecnica ma da scontri di gioco. Lo staff medico è eccellente e lavora fulltime per la società. Stasera eravamo quasi al completo.
Il sogno della Serie A? Ci conosciamo da tredici anni e qualche volta abbiamo avuto visioni diverse, ma l’impegno è stato sempre quello di migliorare. Non ci siamo mai iscritti a un campionato se non per andare avanti. Il problema è che non siamo soli, ci sono anche le altre squadre. Poi c’è stata anche la mia inesperienza sportiva che mi portava a dire che avremmo vinto il campionato. Tenete anche conto che da nove anni sono rimasto solo alla guida del club. Fortunatamente in serie A ci siamo arrivati, nonostante ci siamo impastocchiati nelle paludi della Lega Pro per un bel po’ di anni. E arrivarci come ci siamo arrivati noi dopo un anno di Serie B è stato qualcosa che nessuno pensava che si potesse realizzare, ma alla fine si è realizzato. La Serie A ha riguardato tutti. In A, il nostro pubblico è cresciuto. I tifosi ci hanno dato una mano a spegnere le polemiche. La massima serie ha fatto bene anche alla stampa che è diventata più matura. Però non possiamo adesso pretendere di vincere ogni partita di B, perché non siamo la Juventus. Abbiamo fatto una squadra per fare un buon campionato. Ogni anno abbiamo fatto sempre una squadra più forte dell’anno prima e non sempre abbiamo vinto il campionato. Godiamoci con tranquillità questa stagione, pensando che dietro a tutto c’è una società attenta. Inoltre, sta crescendo molto anche il settore giovanile che potrà darci in futuro tante soddisfazione. Vi chiedo di avere fiducia. Se ci guardiamo attorno vediamo che in B sono cambiati tanti allenatori e qualcuno è stato anche richiamato. Noi siamo una società seria che sa quello che fa e che gioca per vincere non per bivaccare.
Armenteros? Rientrerà a gennaio perché il prestito è finito e si allenerà con la squadra. Ho scoperto che Bucchi, quando non era ancora il tecnico del Benevento, ce lo voleva chiedere.
Credo siano i risultati più che i calciatori a trasportare. I campionati vinti sono anche frutto dei sacrifici della società che è presente anno dopo anno. Poi è normale che ci possano essere dei calciatori che lasciano il segno.
Mi ha colpito positivamente il fatto che il ds Foggia ha allestito una squadra molto duttile. Abbiamo 4 esterni molto invidiati dalle altre squadre che riescono a giocare in posizioni diverse. Questo è un vantaggio, non che alcuni giocano fuori ruolo. Ad esempio, Buonaiuto ha fatto 8 gol da mezzala nel Perugia. Qui è venuto per fare l’esterno, ma ha fatto molto bene da mezzala. Buonaiuto alla fine fa il calciatore non l’esterno.
Non capisco, poi, perché dobbiamo inventarci qualcosa per non essere prevedibili e sorprendere l’avversario. Anche noi conosciamo gli altri come giocano. E, ad esempio, anche gli avversari della Juve sanno come gioca ma nonostante questo non vincono.
MODULO РAbbiamo cambiato modulo perch̩ mancavano 12 calciatori, non perch̩ giocassimo male col 4-3-3.
Se volessimo fare il vero 3-5-2 dovremmo cambiare 8 calciatori. Ma amalgamare il gruppo non sarebbe semplice a gennaio. Il problema che possiamo avere è quello del recupero degli infortunati. Interverremo se qualcuno ha tempi lunghi di recupero o se c’è chi non vuole restare. A volte l’immobilismo è dovuto alla vecchiaia che mi ha fatto più saggio. Volendo usare una battuta i miei entusiasmi e le mie passioni continuano a scorrere, sono rimasti inalterati. Il campionato sta andando così come me lo aspettavo.”

Queste, invece le parole del ds Pasquale Foggia.
“Faccio gli auguri a tutti i tifosi e alla gente di Benevento che non hanno fatto mai mancare il loro apporto anche nei momenti difficili.
MERCATO – Siamo molto contenti dei giocatori che abbiamo. Poi abbiamo recuperato Antei e Tuia e questi sono già due colpi. Fare mercato a gennaio non è mai semplice. Siamo impegnati h24 a cercare calciatori adatti alla nostra società e al nostro modo di fare calcio. Adesso dobbiamo vivere in maniera importante la Serie B. Ci sono stati momenti negativi, ma fa parte del percorso. La squadra è cambiata molto dalla passata stagione e c’è anche uno staff tecnico diverso. C’è la consapevolezza di migliorare. Sul mercato faremo quello che è necessario fare.
CAMBIO MODULO – Dipende da uno come interpreta il 3-5-2, anche perché in campo cambia molto e spesso diventa un 4-3-3, grazie alle caratteristiche dei calciatori. Il mercato che faremo non dipenderà dal sistema di gioco che stiamo utilizzando. Abbiamo 27 calciatori di categoria e non faremo il mercato tanto per fare.

di Edoardo Porcaro

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