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Benevento, De Zerbi: “Contro la Roma, partita di grande umiltà”

Scritto da il 10 febbraio 2018 alle 13:09 e archiviato sotto la voce Calcio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Alla vigilia della sfida dell’Olimpico contro la Roma ha parlato Roberto De Zerbi. Queste le sue parole nella sala stampa del Vigorito.

SITUAZIONE INFORTUNATI – Non ci sarà mai una settimana tranquilla e neppure la voglio. Le defezioni sono quelle di Cataldi, già contro il Napoli aveva qualche problema, e Djimsiti, influenzato.
PUNTI – Come si affronta la Roma? Con l’umiltà e con la consapevolezza di essere inferiori. La Roma è una grande squadra e gioca in un grande stadio. Cercheremo di essere organizzati e di provare a fare qualche punto perché ne abbiamo bisogno. L’idea resta la stessa, ma la strategia dovrà cambiare. Se parlo di umiltà significa che bisogna cambiare modo di giocare. Cambierà anche qualche uomo in campo. Alcuni cercherò di sfruttarli quando saranno al meglio.
DJIMSITI – La sua assenza cambierà certamente qualcosa. Andiamo sicuramente a perdere qualcosa, ma spero di recuperarlo. Ma non puoi chiedere a tutti i giocatori la stessa cosa, ognuno ha le sue caratteristiche.
DIABATE’ – Tra i nuovi non ho utilizzato ancora lui e Tosca. Diabatè non gioca da sei mesi, nella sua ex squadra si allenava a parte. Cercherò di dargli qualche minutaggio. Il ruolo che ricopre Tosca è più delicato e richiede un po’ più di tempo. Centrale e play sono quelli che devono assimilare più informazioni e questo richiede tempo.
La strategia di gara dipende anche dalla squadra che hai di fronte. Roma e Napoli sono superiori a noi in esperienza e forza. La Roma ha un baricentro più alto. E’ la squadra che sta di più nella metà campo avversaria. La Roma ti viene a prendere alta e sarà una partita di sofferenza.
CATALDI – L’assenza non mi preoccupa. Vediamo che posizioni andiamo ad occupare in campo. La partita si fa sulle posizioni libere da occupare in campo. Occorre saper leggere la situazione in campo, mantenendo le stesse linee di passaggio, ma occupando gli spazi liberi. Occupare quelli già occupati significa annullarsi.
MORALE – Non so se le buone prestazioni delle squadre che lottano per la salvezza abbia inciso sul morale. Ci sono ancora molte partite. E’ indubbio che al momento stando loro avanti comandano il gioco, ma noi dobbiamo pensare a far bene. Solo così possiamo coltivare la speranza di ridurre lo svantaggio. A Roma dobbiamo pensare di poter provare a far punti, anche a vincere.
SAGNA – Si aggrega in panchina. E’ un onore allenarlo, come Sandro. Anzi se entrano nelle argomentazioni tattiche per me è un onore. Mi piacciono i giocatori di personalità e che possono arrivare lì dove un allenatore non può arrivare. Per me è solo un piacere avere il loro punto di vista.
COMPLIMENTI – I complimenti fanno sempre piacere. Vuol dire che abbiamo intrapreso la strada giusta. Se non abbiamo raccolto punti e perché siamo arrivati fino a un certo punto ma non siamo andati oltre. Adesso c’è la possibilità di farlo. E dobbiamo provarci.
IMBRIANI – Abbiamo giocato assieme qualche mese a Foggia. Poi la società fallì e fu un anno triste. Carmelo, comunque, lo ricordo molto bene.

di Edoardo Porcaro

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