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Benevento Calcio, De Zerbi: “Contro la Samp giocheremo per fare risultato”

Scritto da il 5 gennaio 2018 alle 19:56 e archiviato sotto la voce Calcio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Mister Roberto De Zerbi ha parlato così alla vigilia del match casalingo contro la Sampdoria di Marco Giampaolo:

INFORTUNI – “Siamo in emergenza, ma non mi fascio la testa perché il passato recente dice che chi ha giocato poco ha fatto sempre bene, quando chiamato in causa. Non so se Billong sarà impiegato dal primo minuto. Nella lista degli infortunati ci sono pure Letizia e Del Pinto. Mentre Lombardi e Lucioni stanno bene e sono entrambi disponibili”.
SAMPDORIA – “La Sampdoria, insieme al Napoli, è la squadra migliore per qualità di gioco. Sono allenati da un tecnico che stimo molto sia come persona che come allenatore. Hanno perso qualche punto contro squadre che lottano per non retrocedere. E noi dobbiamo essere bravi nel non lasciare nulla al caso. Sarà una partita di grande sofferenza, ma dobbiamo provare a fare risultato”.
MENTALITÀ – “La cosa sulla quale sono concentrato è vedere la squadra con lo stesso spirito di sabato scorso, sarà fondamentale per fare risultato. È un esame di maturità importante: dobbiamo entrare in campo con il sangue agli occhi, così come è successo contro il Chievo”.
CALCIOMERCATO – “Stiamo facendo delle operazioni mirate in base alla nostra idea di gioco. Chiaramente ci saranno anche delle uscite perché bisogna sfoltire la rosa, ma questo sarà fatto dopo il 7 gennaio. Ho sentito tanti nomi dalla stampa. Ci stiamo guardando attorno, ma tanti nomi usciti sono di pura fantasia, alcuni sono stati fatti anche dai procuratori per promuovere i propri atleti.”
CATALDI – “La sua cessione è esclusa, a meno che non sia lui a chiedere di andar via”.
GIOVANI – “Non faccio distinzione tra giovani e vecchi, ma tra bravi e meno bravi. Volpicelli è stato convocato per la defezione di Cataldi e altri centrocampisti. Ma non ci penserei un attimo a farlo esordire come fatto con Brignola. La convocazione se l’è guadagnata per quello che ha fatto vedere in allenamento”.
INSERIMENTO NUOVI – “I calciatori bravi capiscono al volo. Basta la palla. Servirà chiaramente un po’ di tempo, ma è dovuto al dettaglio che l’allenatore richiede. Essendo poco il tempo a disposizione, sta a me condensare quelli determinanti nell’immediato e poi vedere via via tutti gli altri. Se ricordate, dopo Cagliari cambiai subito sistema di gioco, passando dalla difesa a 4 a quella a 3 senza che la squadra ne risentisse. Si cerca di andare su 3 / 4 punti fondamentali e per questo non serve molto tempo per l’inserimento, se i calciatori sono funzionali a un certo progetto di calcio.”
MORALE SQUADRA – “Spero ci sia un punto di equilibrio tra la maggior autostima dovuta al successo contro il Chievo e la fame che dobbiamo ancora avere. Non voglio che una delle due cose prevarichi l’altra. Se mi fossi accorto in allenamento che qualcuno ha affrontato la settimana lavorativa con uno spirito diverso dal solito non l’avrei convocato”.
SALVEZZA – “Io ci credo, ma non voglio essere frainteso, nel senso che non lo dico con presunzione. Alla società non si può dire nulla, deve crescere come l’allenatore, ma sul piano dell’impegno ce la sta mettendo tutta. Dobbiamo pensare partita per partita. Se il nostro focus è orientato solo alla Sampdoria, vuol dire che stiamo sbagliando qualcosa”.
D’ALESSANDRO – “Ha preso una botta contro la Spal e l’edema ancora non si è assorbito. In allenamento stringe i denti, ma ha difficoltà a frenare nel cambio di direzione. La sua posizione? Può giocare su entrambe le fasce indifferentemente”.
RITIRO E AMALGAMA – “L’affiatamento un gruppo lo deve cercare in campo. Il ritiro l’ho chiesto io per accelerare il percorso tattico. Faremo doppi allenamenti per provare a raggiungere questo obiettivo. Poi se c’è feeling anche fuori dal campo meglio. Ma mi interessa che si aiutano in campo. Che si veda il compagno in campo come un fratello e lo si aiuti quando in difficoltà, così come si farebbe tra fratelli.
La coesione fuori può aiutare, ma ci sono stati anche gruppi che in campo sia aiutavano e fuori facevano la propria vita. Comunque di quello che accade fuori non mi interessa, ma solo di quello che accade in campo.”

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