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direttore Antonio De Cristofaro

Benevento, oltre alla determinazione ti serve un leader in campo

Scritto da il 30 ottobre 2017 alle 13:23 e archiviato sotto la voce Calcio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

La reazione avuta dal Benevento nel secondo tempo, nonostante il passivo e il fatto che sulla carta si stesse giocando una gara proibitiva, è il punto da cui ripartire per il prosieguo. Continuazione di torneo che significa, nell’immediato, sfida all’Allianz Stadium contro i campioni d’Italia in carica della Juventus. Altro match che i giallorossi dovranno affrontare senza pensare al risultato, ma da vivere nel segno del miglioramento, affinando l’intesa in campo e assimilando i nuovi dettami tattici, in attesa di gare alla portata in cui servirĂ  farsi trovare pronti, questa volta (a iniziare dal match interno contro il Sassuolo).
DE ZERBI – La mano di Roberto De Zerbi si sta giĂ  vedendo. Il tecnico nella ripresa ha scosso i suoi ragazzi che sono rientrati in campo con un altro atteggiamento mentale, piĂą cattivi e determinati, e hanno coronato lo sforzo trovando il gol della bandiera, secondo in due gare per il neo tecnico della Strega, e cancellando almeno in parte la delusione per un primo tempo troppo remissivo. Se n’è accorto anche il pubblico di casa che ha iniziato a esaltarsi nonostante lo svantaggio. Per mezzora anche i supporter laziali si sono ammutoliti, temendo il peggio: sono rinati solo al gol di Parolo (1-4) che ha in pratica chiuso la gara.
Nella ripresa, oltre all’atteggiamento, si sono viste buone trame di gioco che qualche grattacapo vero alla Lazio lo hanno creato, segno pure che la qualità in questa squadra non manca. E’ di questo ne è convinto anche l’allenatore bresciano che, al momento, è più preoccupato dall’atteggiamento mentale della squadra: “in campo – ha detto a fine gara – ci andrà solo chi crede nella salvezza, gente convinta di potercela fare”, non vuole cioè “gente che entra in campo già con la testa abbassata”. Il punto focale su cui il tecnico dovrà concentrarsi e lavorare è, dunque, l’atteggiamento mentale. Perché con quello arriverà anche l’attenzione in fase difensiva e il bel gioco in avanti. In passato si è visto pure in qualche gara (Sampdoria, Bologna, Torino, Inter) che con la determinazione e il giusto livello d’attenzione si può riuscire a fare bene.
LEADERS – Ecco crediamo che oltre all’atteggiamento mentale, alla fiducia nei propri mezzi, alla concentrazione e alla determinazione a questa squadra serva anche un leader in campo (anche piĂą di uno) che sappia prendere la squadra per mano nei momenti di difficoltĂ  e non fargli perdere la bussola, tirandola su dai momenti di sconforto; cosa che, al momento, ha dovuto fare l’allenatore in quei quindici minuti di intervallo, in cui è stato faccia a faccia con ognuno di loro. Purtroppo, l’assenza di Lucioni si sente anche per questo, ma in rosa ci sono calciatori che hanno la giusta esperienza e personalitĂ  per fare il lavoro del difensore ternano. Questi calciatori sono proprio quelli indicati da De Zerbi: Ciciretti, Viola, Antei, Costa, D’Alessandro, Cataldi e lasciatemi aggiungere pure Memushaj che le qualitĂ  le ha, ma ancora non le ha fatte vedere tutte.

di Edoardo Porcaro

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