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Manutenzione delle strade, Ricci: si adotti la proposta del geologo Benvenuto

Scritto da il 20 aprile 2017 alle 19:17 e archiviato sotto la voce Ambiente, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

“La Conferenza Stato – Regioni – Enti Locali adotti la proposta del geologo Michele Benvenuto affidando i terreni demaniali e quelli incolti ai migranti per assicurare la manutenzione del territorio contro il dilavamento che distrugge la nostra rete stradale”.

E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci che ha ritrasmesso la proposta di Benvenuto ai Ministri dell’interno, dell’economica, delle infrastrutture, al Governatore della Campania, ai Presidenti dell’Unione delle Province d’Italia e dell’Associazione nazionale comuni e che sono parte della Conferenza Stato – Regioni. Ricci in sostanza ha chiesto che questo Tavolo istituzionale, dove il Governo concorda le misure amministrative e tecniche con il sistema delle autonomie locali, approvi un progetto per attuare l’idea di Benvenuto. Il Presidente della provincia ha ricordato che la proposta nasce dalla constatazione, peraltro denunciata anche dalla stessa Assemblea dei Sindaci del Sannio lo scorso mese di settembre, della spesso indecorosa presenza di migranti sul territorio (nella nostra Provincia sono stati contati al 2016: 7,1 ogni 1.000 residenti). Questa massa di migranti, per la gran parte, scrive Ricci, “non sa cosa fare e talora, purtroppo, si lascia andare o viene costretta (soprattutto le donne) a dedicarsi a pratiche illecite penalmente perseguite. Eppure queste stesse persone potrebbero essere impiegate in lavori utili alla collettivitĂ  realizzando ovvi benefici per il territorio ospitante e mostrando rispetto per la loro stessa dignità”. Come ha sottolineato Benvenuto: “il 50% del dissesto idrogeologico del nostro Paese, dipende dalla desertificazione umana delle campagne; queste ultime, non curate, non coltivate, lasciate alle intemperie, fanno sì che le acque, non piĂą irregimentate con i solchi caratteristici dell’agricoltore (le rasole) nei periodi di piovositĂ , sia essa piĂą o meno concentrata, si distribuiscono disordinatamente sulle superfici incolte, impregnano le masse argillose che costituiscono la maggior parte dei nostri territori e li predispongono alla franosità”. Commentando queste parole, Ricci ha scritto così alla Conferenza Stato – Regioni:  “é, purtroppo, drammaticamente vero che il crollo sia delle nascite che dei residenti nei nostri piccoli centri costituisca una concausa della disastrosa condizione in cui versa la gran parte della rete stradale di proprietĂ  provinciale la cui complessiva estensione è pari ad oltre 1.300 Km. in buona parte in territorio collinare e montano: la mancata cura dei terreni agricoli sovrastanti le arterie stradali provoca fenomeni incontrollati, incontrollabili e pericolosissimi di dilavamento: enormi masse d’acqua, soprattutto in occasione dei temporali estivi, precipitando dai campi sull’asfalto sottostante lo erodono senza scampo, creano fessurazioni, buche ed avvallamenti quando non frane e smottamenti, rendendo spesso impossibile la circolazione. Ponti, ponticelli, tratti in rettilineo vengono letteralmente sbriciolati”. Occorre fare dunque qualcosa. Ricci afferma che  “la Provincia di Benevento, a causa dei prelievi forzosi imposti dalle Leggi di StabilitĂ  per ripianare il deficit statale (solo quest’anno dovrĂ  consegnare allo Stato 8 milioni di Euro), non ha le risorse finanziarie necessarie ad intervenire nemmeno per la manutenzione ordinaria, figurarsi per quella straordinaria: del resto, è ormai sull’orlo del “dissesto indotto”, secondo il meccanismo giĂ  denunciato piĂą volte dalla Corte dei Conti anche in Parlamento”. Se così stanno le cose, Ricci pensa si possa intervenire così: “il nostro Paese, su co-finanziamento europeo, spenderĂ  in questo 2017 la somma di 4,6 miliardi di Euro per l’accoglienza delle masse di migranti provenienti dai Paesi in guerra o vittime di carestie, ebbene credo proprio che una parte di tale ingente massa di denaro possa essere utilizzata per avviare programmi d’intervento per la manutenzione delle aree rurali. Almeno resterebbe qualcosa sui territori”.

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