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Calo Pil Agricolo, Masiello: ‘Accelerare il percorso di etichettatura’

Scritto da il 3 marzo 2017 alle 18:24 e archiviato sotto la voce Attualità, Foto, Lavoro. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Calo Pil Agricolo, Masiello: ‘Accelerare il percorso di etichettatura’

L’agricoltura è l’unico settore a far registrare un calo del valore aggiunto a causa della deflazione che ha avuto effetti devastanti nelle campagne dove i prezzi riconosciuti agli agricoltori sono crollati mediamente del 5,2% nel 2016 e in alcuni casi, come per il grano, non coprono neanche i costi di produzione. E’ quanto è emerso da una analisi Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sul Pil dai quali si evidenzia che l’agricoltura con un -0,7% è il settore che fa registrare il calo più elevato del valore aggiunto nel 2016. A pesare è l’andamento di quanto riconosciuto agli agricoltori che, secondo la media annua calcolata da Ismea, si è ridotto fino a toccare punte del -11,6% per il reparto cerealicolo a fronte dei prezzi allo scaffale che sono rimasti praticamente stabili.

Il risultato è che oggi il grano duro viene pagato sotto i 18 centesimi al chilo a fronte di un costo per un chilo di pane che generalmente supera i due euro.

“Un crollo – ha spiegato Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Benevento – legato ad una cattiva distribuzione del prezzo lungo la filiera e che troppo spesso specula sui nostri produttori. Siamo molto preoccupati per l’agricoltura sannita che vanta un comparto cerealicolo molto importante e pensiamo che sia necessario, più che mai, accelerare sul percorso di etichettatura chiara. Un provvedimento ancor più necessario dopo l’approvazione da parte dell’Europarlamento del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) con il Canada che rappresenta il primo esportatore di grano duro in Italia: un accordo che mette a rischio le aziende agricole che lo coltivano e gli alti livelli garantiti ai consumatori dalla produzione Made in Italy. Attualmente, infatti, molti dei prodotti che troviamo sugli scaffali contengono grano estero senza che ce ne sia consapevolezza. Riteniamo, invece, che le nostre realtà debbano essere tutelate attraverso un’etichettatura obbligatoria che comprovi e specifichi la distintività della produzione garantendo, quindi, la sicurezza alimentare e la possibilità di scelta degli acquirenti. Se penso a una buona pratica da potenziare, sicuramente lo è il recente accordo tra la Voiello e i produttori di grano “aureo” campano”.

Lo schema di decreto sull’etichettatura, frutto della battaglia del grano lanciata da Coldiretti e condiviso dai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, è stato inviato ed è al vaglio della Commissione Europea a Bruxelles.

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