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Caritas, Giovani resilienti: presentato il progetto

Scritto da il 26 settembre 2016 alle 18:31 e archiviato sotto la voce Lavoro, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Presso l’Aula Rossa delle Lauree dell’Università degli Studi del Sannio è stato presentato ufficialmente il progetto di “Giovani ResiliEnti” della Cooperativa Sociale “La Solidarietà” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Ad aprire i lavori i saluti del Rettore dell’Università degli Studi del Sannio, il prof. Filippo De Rossi che nel suo breve intervento ha affermato che il tema della resilienza è importante per l’università a maggior ragione per i ragazzi che devono imparare ad essere resilienti. Il Direttore della Caritas Diocesana di Benevento, don Nicola De Blasio ha introdotto il progetto,tutto è nato dall’alluvione. Non ha mancato di ringraziare i presenti, l’Università subito pronta ad accogliere la cerimonia di presentazione e gli istituti che hanno subito aderito. Ha terminato invitando ad essere Benevento più efficiente e più efficace.

A presentare il progetto “Giovani ResiliEnti” il coordinatore generale di Caritas Benevento, Angelo Moretti.Ha esordito affermando che l’accoglienza dell’università ha motivato l’avvio del progetto. Prosegue illustrando il progetto, nato nel 2013 quando l’esperienza Caritas era piccola e non esisteva il progetto della Cittadella. L’idea del progetto è piuttosto semplice, nasce dalla volontà di creare un’ alleanza tra mondo scuola e Caritas, il mondo del sociale. Questa è un’esperienza unica. Iniziamo con 80 ragazzi per un inizio di strategia. Conclude affermando che non si vuole far svolgere volontariato per ottenere punti ma creare luoghi di relazione mettendo a disposizione le nostre strutture”.

Interessante la lectio sulla “Resilienza” del dottor Carlo D’Angelo, Psicoterapeuta Frankliano ed autore di diversi saggi psicologici sul mondo giovanile. Ha esordito parlando del progetto “Giovani ResiliEnti”, iniziativa cheparla direttamente dei giovani realizzando passo importante. Ha proseguito con la lectio: Dormire sulla provvisorietà non da possibilità di vedere il futuro. Nel 1928 già si anticipava il concetto di resilienza psicologica. Frankl, fondatore scuola psicoterapia, voleva istituire un consultorio davanti ad ogni scuola. La frustazione esistenziale consiste nel dilagante sentimento della mancanza di senso collegato ad un vuoto interiore. Fare contatto con il vuoto interiore è fare contatto con il dolore, un dolore che vuole essere ascoltato. Quando ignoriamo il dolore sopravviviamo non risolviamo il problema. La vita è tutta una connessione, non si può scindere. Frankl non cadere nel facile biologismo, psicologismo, sociologismo. Ha terminato affermando che il senso del dolore non va ricercato nel passato, in qualche improbabile giustificazione del male, ma nel futuro, in un compito da realizzare nonostante l’assurdità della sofferenza e in un progetto di vita che la trascenda

La psicologa Caritas, Evelyn Di Mella ha relazionato sulla parte testistica del progetto che si suddivide in due momenti: preliminare e conclusiva. Obiettivo della prima fase è provare a fare valutazione delle risorse psicologiche. Nella fase finale fine valutativo per registrare l’efficacia dell’intervento stesso. Durante il suo intervento, analizzando alcuni dati statistici, ha evidenziato che nel corso degli ultimi anni l’adolescenza è ancor di più periodo di crisi. LIInteresse del progetto è rendere protagonisti gli adolescenti.

Concordi sull’utilità del progetto le dirigenti scolastiche de quattro Istituti Superiori aderenti al progetto. Per Maria Gabriella Fedele, dirigente dell’Istituto Tecnico Industriale “G.B. Bosco Lucarelli”,“Giovani ResiliEnti” è un progetto già nato a seguito di alcune sospensioni. I ragazzi sono stati volontari in mensa e al termine si sono sentiti realizzati. Norma Fortuna Pedicini, dirigente del Liceo Classico “Pietro Giannone, ha evidenziato che attualmente non si sta abituando i ragazzi al fallimento, occorre insegnare i genitori al fallimento. Contesto simile al Classioco per lo Scientifico “Rummo” come ha definito la Dirigente Scolastico Marchese ha proseguito affermando che bisogna ridimensionare i falsi problemi sociali di determinate aree della nostra città, questo spinge a fare rete con Caritas. Per Luigi Mottola dirigente dell’IPSAR “Le Streghe” il nostro obiettivo è andare oltre le complessità, scomponendole. Aiutare i ragazzi a fare un progetto di vita”.

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