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Cerreto, il consigliere di minoranza Trotta presenta proposta progettuale

Scritto da il 26 luglio 2016 alle 10:57 e archiviato sotto la voce Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il consigliere comunale Francesco Trotta del gruppo consiliare di minoranza “#rinnovaMenti” di Cerreto Sannita ha proposto all’amministrazione Parente l’adozione di una proposta progettuale riguardante l’ambito del Piano Operativo Complementare (POC) per le annualità 2016-2017 promosso dalla Regione Campania. In particolare la misura regionale, in questione, che avrà come scadenza venerdì 29 luglio, riguarda la selezione e il finanziamento di azioni di valorizzazione dei Beni e dei Siti culturali.
Le azioni che strutturano la proposta progettuale, presentata dal consigliere Trotta, riguardano il recupero e la valorizzazione dei particolari elementi architettonici che compongono la facciata del palazzo “A. Ciaburri”, sito in via Biondi. La finalità degli interventi sono quelle di recuperare e valorizzare un edificio pubblico, nonché di creare le condizioni per lo sviluppo di un gruppo di operatori che si specializzino nel restauro e nelle tecniche moderne di valorizzazione.
L’intervento è del tutto funzionale a quanto previsto dal bando dato che:
- Valorizzerà una struttura esistente;
- Diffonderà la conoscenza sul territorio della stessa e delle particolarità urbanistiche di Cerreto Sannita;
- Creerà le basi per lo sviluppo di un’occupazione locale, non basata solo sul turismo, e di maestranze giovanili;
- Si legherà alla didattica degli Istituti Scolastici locali, nonché con le botteghe di ceramisti ed imprese edili locali.
L’intervento-campione che si intende realizzare è legato ad operazione di:
restauro di particolari elementi di facciata:
elementi in pietra (portale, finestre)
elementi in stucco (fregi e stemma)
elementi in ferro (ringhiere dei balconi)
elementi in legno (portone e infissi)
paramento esterno (intonaco e zoccolatura);
illuminazione e documentazione sull’edificio; esperimenti di realtà virtuale sulla facciata per illustrarne le modifiche, come supporto alla comunicazione.
Gli interventi proposti rientrano tra le tipologie di cui all’art.1 c.2 lett. a) dell’avviso. Un esperimento in tal senso (ma senza la parte realizzativa) è stato già condotto nel 1988 e 1990 dall’Amministrazione Comunale dell’epoca, con finanziamenti esterni, in occasione delle manifestazioni del tricentenario delle ricostruzione di Cerreto Sannita, dopo il sisma del 5 giugno 1688. Al fine di un’illustrazione di questa esperienza e dei risultati raggiunti è stata allegata, insieme alla proposta, anche una documentazione integrativa (art. 17 del DPR 207/2010) costituita dal testo ‘Cerreto Sannita – laboratorio di progettazione 1988’ (edito da Kappa Roma), i link a siti internet che parlano dell’esperienza e la rassegna stampa dei giornali dell’epoca.
La proposta progettuale si inserisce al centro di un dibattito, quello del restauro, di chiaro respiro internazionale. La conservazione del patrimonio edilizio esistente rappresenta un tema centrale del nostro tempo che impone una seria riflessione sulle possibilità offerte dai nuovi materiali e dalle moderne tecnologie. Le capacità attrattive della proposta progettuale si legano quindi non solo all’ordinario flusso turistico architettonico, ma va ad intercettare l’attenzione di Scuole, Università e Centri di Ricerca.
Il progetto complessivo si articola su due livelli: uno didattico-formativo, l’altro strettamente realizzativo di un intervento di recupero.
Data la particolarità del paese (esempio di urbanistica sorta ex-novo e conservatasi praticamente immutata nelle grosse linee fino ai giorni nostri) sarà possibile attrarre un flusso di giovani a livello nazionale ed internazionale.
Cerreto, infatti, ha già avuto esperienza in questo senso coinvolgendo nei laboratori del 1988 gruppi di docenti e discenti della facoltà di architettura di Roma, godendo dell’apporto scientifico di personalità legate al recupero edilizio nei seminari del 1990,
ospitando nel corso estivo di Firenze della Syracuse University un gruppo di studenti statunitensi coordinati dal prof. Stefano Cordeschi.
La fame di aggiornamento professionale e di formazione che oggi necessariamente coinvolge professionisti e studenti fa sì che si possa sperare in un incremento delle presenze registrate negli anni passati.
I destinatari della proposta possono essere direttamente:
cittadini di Cerreto Sannita e del territorio circostante (per la creazione della coscienza del proprio patrimonio storico-artistico)
imprese locali (per la possibilità di contatto con imprese innovative nel campo della produzione di materiali per il recupero, restauro e conservazione dei beni architettonici) giovani in cerca di occupazione (per la possibilità di partecipare a Workshops che potranno incentivare imprese start-up in campi di applicazione innovativi quali il recupero e la
rappresentazione) studenti delle facoltà di architettura e ingegneria iscritti a corsi di restauro, recupero edilizio
e tecnologia di materiali innovativi (per la presenza di personalità scientifiche di rilievo chiamate a illustrare i workshops e a relazionare nel seminario connesso) professionisti del territorio (per la possibilità di formazione ed aggiornamento professionale) i flussi turistici regionali
Gli interventi che compongono la proposta progettuale rappresentano delle importanti occasioni di restyling urbano che apporterebbero delle significative migliorie sia sul piano della sicurezza che su quello estetico, e sono legati sia alla fase didattico-formativa e realizzativa, sia all’aspetto di comunicazione esterna tramite processi audiovisivi, fanno sì che si possa innescare un processo reale di coinvolgimento territoriale , ma anche un coinvolgimento delle strutture didattiche di eccellenza oltre che di imprese innovative operanti nel campo del recupero storico-artistico. In particolare i risultati attesi di questo semplice e piccolo intervento di recupero sta non certamente nel recupero stesso, ma nell’indotto culturale che si creerà.
Non sono da considerarsi secondari, infatti, gli aspetti seguenti:
– creazione della coscienza del proprio patrimonio storico-artistico
– contatto con imprese innovative nel campo della produzione di materiali per il recupero, restauro e conservazione dei beni architettonici
– incentivazione di imprese start-up in campi di applicazione innovativi quali il recupero e la rappresentazione
- presenza di personalità scientifiche di rilievo
- possibilità di formazione ed aggiornamento professionale
Insomma le azioni proposte, legate sia alla fase didattico-formatica e realizzativa, sia all’aspetto di comunicazione esterna, fanno sì che con questa proposta progettuale si potrà innescare un processo di reale coinvolgimento territoriale.

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