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direttore Antonio De Cristofaro

La Lipu e la valorizzazione ecocompatibile dei fiumi e torrenti

Scritto da il 29 aprile 2015 alle 18:01 e archiviato sotto la voce Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Domenica scorsa si è svolta su scala nazionale l’edizione 2015 della Festa delle oasi e riserve Lipu e a Benevento la Sezione locale dell’Associazione ha organizzato l’evento nell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane”, istituita nel 2008 dalla Provincia di Benevento e data in gestione dalla stessa alla Lipu nel giugno 2013.

L’evento ha visto la partecipazione di più di 60 persone, comprese diverse famiglie con bambini, provenienti oltre che da Benevento e dalla sua provincia anche da altre località della Campania e da fuori regione.

 

La prima parte della giornata si è sviluppata in un’area dell’Oasi di protezione compresa tra i comuni di Benevento e di Foglianise ed è incominciata con la ricollocazione lungo la pista ciclopedonale “Paesaggi Sanniti” di tre bacheche in legno restaurate che contengono i pannelli illustrativi su alcune specie di uccelli presenti nell’Oasi “Zone Umide Beneventane”, tra cui i “Signori del fiume” ossia gli aironi. La presentazione al pubblico di questi strumenti didattici è stata curata dal delegato della Sezione Lipu di Benevento, arch. Marcello Stefanucci, e dal dott. Castellucci, funzionario della Provincia presso il Settore Pianificazione Territoriale, Attività Produttive e Politiche Agricolo-Forestali che da anni occupa sia delle Oasi di protezione sia delle attività connesse al prelievo venatorio. 

 

Successivamente il gruppo di escursionisti ha affrontato una lunga passeggiata di circa 1 ora per arrivare alla confluenza tra il fiume Calore e il torrente Ienga, percorrendo nell’ultimo tratto un sentiero ricavato dagli attivisti della Lipu a fianco allo Ienga e nel suo bosco igrofilo. Arrivati alla confluenza fluviale-torrentizia si sono potuti ammirare i resti del cosiddetto Ponte delle Maurelle, di origine romana, e la rigogliosissima vegetazione fluviale delle sponde, dove dominano alberi di salici e pioppi. Con queste iniziative la Lipu intende proporre – come tra l’altro ha sempre fatto – un modello di valorizzazione del territorio ecocompatibile dove le attività antropiche sono rispettose dell’ecosistema fluviale. In particolare la Lipu è estremamente contraria alla realizzazione di opere invasive nei pressi dei corsi d’acqua che in alcune aree lungo i fiumi beneventani ha visto la cementificazione dell’alveo di piena ordinaria del corso d’acqua distruggendo migliaia di metri quadrati di vegetazione fluviale e sottraendo l’habitat a diverse specie di animali, tra volatili, anfibi, rettili, invertebrati, ma anche mammiferi.

Si spera a riguardo che gli Enti Pubblici che governano il territorio siano pronti a far proprio questo modo di intervenire in prossimità dei corsi d’acqua e di comprendere che da parte di chi cerca da anni di tutelare e di valorizzare i fiumi beneventani, come la Lipu, c’è la disponibilità a collaborare per raggiungere risultati concreti per la conservazione della natura e per la qualità della vita delle persone che vivono e usufruiscono del territorio, senza fare sterili o accademiche polemiche come qualcuno vorrebbe far credere.

 

Nella seconda parte della giornata la risorsa acqua e il contesto ambientale in cui si determina ha continuato ad essere il tema portante dell’escursione Lipu che si è abbinata alle attività di Caudium Festival Park, che in questo periodo sta sviluppando attività di promozione del Parco Regionale del Taburno Camposauro grazie ad escursioni, eventi, spettacoli, mostre, convegni ed altro ancora.

Di conseguenza, dopo la visita al centro storico di Tocco Caudio, le acque che alimentano il torrente Ienga sono ritornate ad essere le protagoniste e i salti d’acqua che le rocce alle pendici settentrionali del Taburno consentono di realizzare hanno fatto bella mostra di sé agli occhi degli escursionisti.

 

In seguito, dopo una breve sosta negli spazi verdi del ristorante Villa Pastenella, nei quali gli escursionisti sono stati accolti con grande ospitalità dai proprietari, si è raggiunto Vitulano dove è stato possibile fare la visita all’unico mulino della Valle Vitulanese ancora integro, le cui peculiarità sono state illustrate con passione e competenza dal proprietario, Luigi Goglia Calabrese.

 

Infine la giornata si è conclusa con la degustazione di genuini prodotti della terra sannita quali i taralli dell’azienda agricola “La Carrucola” di contrada Pantano a Benevento e l’Aglianico del Taburno, vino D.O.C.G., offerto dalla cantina “Tenuta Carpineto” di Vitulano.

 

 

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