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Sùn Ná: il nuovo disco di Max Fuschetto

Scritto da il 11 marzo 2015 alle 13:18 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli, Foto, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Sùn Ná: il nuovo disco di Max Fuschetto

Sùn Ná… quando qualcuno mi chiede cosa significa mi diverto a suggerire di leggerlo in dialetto: a tale richiesta la magica parola dischiude immediatamente la sua corolla di significati. Sognare, ecco, Sunnà. Sùn Ná sono due parole di lingua Yoruba presenti in un canto africano raccolto da Gerhard Kubik che significano “dormi ora”: quando le ho utilizzate come parola chiave del brano d’apertura Oniric States of Mind, c’è stato l’improvviso schiudersi di un’assonanza che sulle prime non avevo colto. Sùn Ná, dormi ora; Sunnà, sognare. Occhi aperti occhi chiusi…”. Dopo il successo del debutto Popular Games, Max Fuschetto torna con il secondo album Sùn Ná (Hanagoori Music/Audioglobe), un titolo che evoca curiose assonanze e apre nel migliore dei modi un’opera incentrata sul ricordo, gli oggetti magici, la memoria, le consonanze.

 

Compositore, oboista, autore sempre attento all’incrocio dei linguaggi, Max Fuschetto ha raccolto gli ottimi risultati di Popular Games (2010) e ha lavorato sperimentando nuovi equilibri e inedite combinazioni sonore: in Sùn Ná la messe strumentale e vocale sospende e sfuma il confine tra gli strumenti tradizionali e il corpo elettronico e, come di consueto nella scrittura di Fuschetto, spicca il crossover linguistico. Sùn Ná è un elogio della diversità e delle connessioni: si canta in francese, in inglese, in lontane lingue africane, in arbereshe, tra musica colta, etnica, popular, improvvisazione e molto altro. “Il mio stesso parlare – dichiara l’autore – è un crossover: dialetto campano (vivo ascoltando almeno tre dialetti), italiano, inglesi maccheronici, un ‘orevuar’ qua e là, la lettura di autori giapponesi coi loro fouton ecc. Ma Sùn Ná vive anche di relazioni, da Antonella Pelilli, che ha traghettato la sua esperienza nel campo arberesh, offrendo anche una visione lirica nuova e personale, alla vibrante chitarra elettrica di Pasquale Capobianco. Il mio compito è stato quello di farle dialogare insieme in maniera coerente. Per me il connubio tra il pensiero musicale di Bartok, Stravinskji, Debussy e quello delle tribù Ewe del Ghana, degli Aka Pigmei del centro Africa è un tutt’uno. Leggo, immagino, traccio ipotesi di direzioni ma soprattutto mi chiedo sempre cosa posso fare che non è già stato fatto”.

 

Fuschetto trasforma forme consuete come quelle della canzone in esperienze liquide che lasciano libero l’inconscio di procedere: i temi chiave sono il sogno, il ritorno nei luoghi mitici dell’infanzia, l’amore, il mare inteso come condominio di casbe dove si inseguono le voci della diversità. In Sùn Ná Fuschetto ha raccolto preziose collaborazioni tra le quali spicca uno special guest d’eccezione: Andrea Chimenti, che chiude l’album con la sua inconfondibile voce in Les Roses d’Arbèn. “Quando ho immaginato che in Les Roses d’Arbèn sarebbe stata una originale variante, in virtù dell’idea poetica di base riferibile alle liriche trovadoriche, ho pensato che l’estensione della melodia era perfetta per la voce di Andrea: gli ho fatto ascoltare il brano, a lui è piaciuto molto, tanto che abbiamo immediatamente registrato. Né è venuta fuori una cosa completamente naturale, la sua partecipazione rispondeva a una necessità di natura estetica e ho trovato questo molto bello”. Accanto a Fuschetto musicisti di varia estrazione, da Pasquale Capobianco e Irvin Vairetti della storica rock band degli Osanna a Giulio Costanzo delle Percussioni Ketoniche, dal violoncello del S. Carlo Silvano Fusco alla fascinosa voce in lingua arberesh di Antonella Pelilli. Compare anche la scrittrice e regista Monica Mazzitelli, autrice del videoclip di Les Roses d’Arbèn (che vede la presenza dello stesso Chimenti), di imminente pubblicazione.

 

Sùn Ná godrà di un corposo tour promozionale, inaugurato con uno streaming in esclusiva sul magazine SentireAscoltare. Le prime date sono: 21 Marzo (Domus Ars, Napoli), 17 Aprile (Museo del Sannio, Benevento), 18 Aprile (Biblioteca Provinciale, Campobasso), 20 Maggio (Giulianova), 29 maggio (Fano e Pesaro), 30 Agosto (Ieranto), 3 settembre (Irno Festival, Salerno).

 

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