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Superderby, in gioco un pezzetto di B

Scritto da il 7 marzo 2015 alle 12:24 e archiviato sotto la voce Calcio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

di Edoardo Porcaro

Alla partitissima dell’anno non si arriva con il vantaggio sperato. Il pareggio interno del Benevento e il successo esterno della Salernitana han-o ridotto a sole due lunghezze le distanze tra giallorossi e granata. Il margine non consente di perdere, ma c’è spazio comunque per due risultati utili su tre: pareggio o vittoria dei sanniti. Se il successo nel fortino dell’Arechi può sembrare impresa ardua, ma non impossibile – finora c’è riuscito solo il Lecce, che è anche l’unica ad aver battuto (sempre a domicilio) gli stregoni – uscirsene da quella bolgia con almeno un punto ci sembra, francamente, alla portata degli uomini di Brini che, nei momenti topici, hanno saputo reagire alle difficoltà, mostrando carattere e determinazione. Non occorre andare troppo in là nel tempo per avere prova del valore di questa squadra. E’ sufficiente considerare gli ultimi due incontri contro Melfi e Barletta. Una vittoria ed un pareggio, ottenuti entrambi al fotofinish. Cercando il risultato con forza fino al fischio finale, attaccando incessantemente, senza mai mollare. Questo spirito è una costante, che sta accompagnando tutto il campionato del Benevento. La squadra crede in se stessa e nel grande obiettivo. Del resto dal catino dell’Arechi sono riuscite a venirne fuori con almeno un pari squadre non proprio blasonate come Cosenza, Melfi, Vigor Lamezia e Foggia. Tutte squadre in dietro in classifica. In più, il Benevento è ancora imbattuto in trasferta. La sola in Europa, considerando i campionati di maggior rilievo. Non sarà una partita facile. La posta in palio è alta. In ballo c’è una buona fetta di campionato e per la Salernitana la possibilità di balzare in testa, concludendo una rincorsa che va avanti da mesi. Un’opportunità che gli uomini di Meneghini proveranno a cogliere. E’ lecito, dunque, aspettarsi una gara combattuta fino al fischio finale, in cui la differenza la potrà fare il singolo episodio, ma anche la tenuta nervosa e mentale delle due squadre. Sarà una partita a scacchi, combattuta su più fronti. Anche fuori dal rettangolo di gioco, dove la sfida, almeno quella sostenuta dagli organi di informazione, è iniziata da almeno due settimane, complice alcune dichiarazioni del tecnico Brini, non del tutto digerite dalla stampa salernitana. I giallorossi dovranno fare attenzione, evitare di farsi trovare scoperti o cadere in qualche trappola ricamata ad arte. Anche se la sfida tra Salernitana e Benevento non è decisiva, mancano ancora tante gare e diversi scontri importanti da affrontare sia per l’una che per l’altra squadra, riuscire a conservare la testa della graduatoria sarebbe un vantaggio non da poco. Il che vorrebbe dire non porsi da inseguitrice. E dunque nell’ottica di chi non solo deve fare la prestazione, ma sperare anche che l’avversario commetta un errore. Con grosso dispendio di energie fisiche e psichiche, perché la rincorsa potrebbe essere lunga ed estenuante e il numero di gare a disposizione sempre meno. Al contrario, restare avanti significherebbe accrescere la propria autostima, avere consapevolezza dei propri mezzi e trovare energie supplementari per raggiungere l’obiettivo finale. Che qui nel Sannio avrebbe un significato epico. Sarebbe la prima volta che un traguardo così a lungo inseguito e sempre sfuggito sarebbe raggiunto. La promozione in B farebbe di questi ragazzi e del loro condottiero degli eroi da ricordare per sempre. E le loro gesta da raccontare alle generazioni future. Magari romanzando un po’ certi episodi così da rendere ancor più emozionante e leggendaria un’impresa non da tutti.

 

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