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direttore Antonio De Cristofaro

I Maestri Armellino e Alvino al Teatro di Pazardzhik in Bulgaria

Scritto da il 2 marzo 2015 alle 18:18 e archiviato sotto la voce Attualità, Cultura & Spettacoli. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Un concerto sicuramente memorabile quello di giovedì  26 febbraio, quando i Maestri Arturo Armellino (direttore d’orchestra) e Giovanni Alvino (pianista), rispettivamente presidente e direttore artistico dell’Ami – Associazione Mozartiani Italia, hanno tenuto nella Sala Concerti del Teatro di Pazardzhik,  a pochi chilometri da Sofia in Bulgaria, con la Symphony Orchestra.

L’occasione è nata per registrare audio e video per un cd da realizzare con il contributo  della Cooperativa Vinicola di Guardia “La Guardiense”, sponsor dell’iniziativa, che ha fortemente voluto sostenere il progetto il cui risultato verrà presentato nel corso di una iniziativa di rilevanza internazionale.

In programma il Concerto per piano e orchestra n.5 “Imperatore” Beethoven e la Sinfonia n.1 Winter Daydreams in G minor Tchaikovsky per un’esibizione, di bravura e talento al plurale, della più grande musica con un programma di notevole caratura, estremamente compatto per quanto riguarda il contesto.

Beethoven e Tchaikovsky sono stati la stella polare, un grande pianoforte com’è quello di Giovanni Alvino e la maestria di Arturo Armellino, gli ingredienti del portentoso risultato.

Esordire nella Sala Concerto del Teatro di Pazardzhik, Bulgaria con il Concerto per piano e orchestra n.5 di Ludwig van Beethoven detto “Imperatore” non poteva avvenire in maniera più felice grazie a una superba esecuzione-interpretazione del pianista Giovanni Alvino, musicista in grado di conferire ad ogni passaggio di quella che è la summa della letteratura pianistica di ogni tempo la sua “giusta” valenza musicale, ovvero, da un punto di vista squisitamente tecnico, che forse con buona volontà e tempo a disposizione molti pianisti possono affrontare e risolvere.

Anche l’orchestra diretta dal Maestro Arturo Armellino ha indubbiamente contribuito al successo.

Il Maestro Armellino ha infatti dimostrato una grande abilità nel comunicare e interagire con tutta l’orchestra stabile del Teatro Pazardzhik ed impressionante è stata la sua interpretazione che ha dato prova di un incarnato carisma capace ottenere la risposta degli strumentisti esattamente nel momento voluto.

Quando il duo Alvino-Armellino ha intrapreso le stupende pagine sinfoniche, il pubblico è stato letteralmente catturato nella rete del puro sinfonismo, mentre veniva blandito dal gioco degli elementi tematici, in continuo trascorrere tra le parti.

Interpreti di tale statura interpretativa in una compilazione così sbalorditiva costituiscono un evento raro e prezioso; la sala, colma al massimo della capienza, rispondeva con entusiasmo e ammirazione alla stupenda condotta degli artisti; nessun brano fuori programma in conclusione, a dispetto delle ovazioni; rimaneva infatti bene poco da aggiungere.

Ci sono stati alcuni momenti che possono essere estrapolati dal concerto dell’Imperatore a sostegno della rilevanza artistica della serata.

Il primo riguarda l’Allegro posto in apertura delle Concerto, restituito con sonorità leggerissime eppure profonde a cui segue l’esposizione del tema da parte di un “Tutti” orchestrale.

Presentato in maniera quasi evanescente, pomposo e gioioso differenziandolo nettamente dal secondo tema apparso come un’esplosione di armonie, condotto sempre con mano fermissima in virtù di un assoluto controllo mentale.

L’altro passaggio che ha colpito è stato l’Adagio un poco mosso; presentato dall’artista con una cantabilità estrema unita alla dolcezza sublime, tipica dei suoi tempi lenti e centrali.

Il direttore d’orchestra Arturo Armellino ha aperto la seconda parte, con una brillante esecuzione della Sinfonia n.1 Winter Daydreams in G minor di Tchaikovsky ( prima composizione  cui il compositore si dedicò dopo il trasferimento a Mosca).

Attraverso l’esecuzione della Sinfonia n.1 di Tchaikovsky, il maestro ha potuto, durante l’esecuzione, comunicare le sue intenzioni artistiche e tecniche ai musicisti del Teatro riuscendo a interagire con loro in modo eccellente così da strutturare armoniosamente il suono d’insieme.

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