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direttore Antonio De Cristofaro

Alla Fondazione ‘Romano’ conversazione con Gigi Di Fiore

Scritto da il 2 marzo 2015 alle 10:55 e archiviato sotto la voce Primo Piano, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Mercoledì 4 marzo, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme, accoglie lo scrittore Gigi Di Fiore. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si parla di Stragi e inganni dell’Unità d’Italia. L’autore mette in luce nei suoi libri: 1861 Pontelandolfo e Casalduni – Un massacro dimenticato, Focus Storia, 2013 e I vinti del Risorgimento, De Agostini-Utet, 2014, il periodo tra il 1860 e il 1861, avvalendosi di una documentazione inedita e ricca di particolari, gli sconfitti, protagonisti di questa dettagliata ricostruzione storica, furono soprattutto migliaia di pastori, carbonari e contadini del Matese, delle Puglie, delle campagne salernitane, della Sicilia, dei Tre Abruzzi, del contado del Molise, della Calabria, di Napoli. Un esercito di oltre 50 mila uomini: meridionali, a difendere quella che allora era la loro Patria. Su quei mesi, sui militari, sulla generazione che realizzò in concreto il Risorgimento, sia nella vittoria sia nella sconfitta, l’Archivio Borbone è una miniera ancora poco esplorata. E da quelle carte, come da molte altre fonti esaminate negli anni da Di Fiore (memorie autobiografiche di ufficiali borbonici, piemontesi e garibaldini, la collezione della «Gazzetta di Gaeta», documenti in parte trascurati negli archivi di mezza Italia) emergono anche piccoli drammi personali, storie di eroismi, opportunismi e miserie, comuni a tutti i trapassi di epoche e di poteri, che arricchiscono questo affresco sugli ultimi giorni dell’esercito borbonico e del Regno delle Due Sicilie. In poco tempo le regioni meridionali, con 9 milioni di abitanti, furono “italianizzate”: azzerati monete, codici penali e civili, burocrazie. In particolare nel primo libro viene descritto nel dettaglio il primo eccidio avvenuto il 14 agosto 1861 nell’Italia unita. Una delle pagine più sanguinose del Risorgimento. Lo scrittore ripercorre quell’eccidio (morirono, a seconda delle stime, fra alcune decine e il migliaio di persone) attraverso l’occhio di due giovani, in un libro a cavallo fra romanzo e ricostruzione storica.

 Tutti i video relativi agli incontri settimanali sono visibili sul sito della Fondazione (www.fondazioneromano.it) nella Sezione “Mercoledì culturali”.

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