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Lipu su allagamento cantiere in via Grimoaldo re: ‘Un attentato alla naturalità del fiume’

Scritto da il 2 febbraio 2015 alle 12:35 e archiviato sotto la voce Ambiente, Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

La piena del fiume Calore è arrivata! Ma anche chiamarla piena è esagerato, perché si tratta di una condizione ordinaria per un corso d’acqua come il Calore che normalmente si ingrossa per la pioggia che cade costantemente copiosa e la neve che si scioglie sui rilievi collinari e montuosi descriventi il suo bacino idrografico. Eppure quest’attività fisiologica, e non eccezionale, del fiume Calore ha determinato problemi alle opere in fase di realizzazione ai piedi dell’argine di via Grimoaldo re, inserite nel progetto di recupero e valorizzazione dell’ex Colonia Elioterapica al rione Ferrovia, che sfrutta i fondi del Piu Europa. Dopo aver minacciato già una settimana fa il cantiere, negli ultimissimi giorni le acque del fiume hanno raggiunto la costruenda passerella ai piedi dell’argine rivestito di mattoni.
Il progetto che il Comune di Benevento sta realizzando, oltre ad utilizzare fondi pubblici che potevano essere investiti in opere più utili, è un vero e proprio attentato alla naturalità del fiume. A questo riguardo si ricorda che la passerella pedonale è realizzata nell’alveo di piena del fiume Calore, costituente il letto del fiume inondato dalle piene ordinarie stagionali, che per il fiume Calore possono manifestarsi da ottobre a marzo. Questo intervento è piuttosto invasivo perché si è cementificata una parte di alveo distruggendo il folto canneto, costituito dalla cannuccia palustre (Phragmites australis), rifugio di numerosi animali, soprattutto uccelli tipici delle zone umide. Come se la devastazione in superficie non bastasse sono stati realizzati pali in cemento armato di un certo diametro che vanno nel sottosuolo per diversi metri al fine di ancorare la passerella in modo che le piene non la spazzino via. Oltretutto con l’accesso pedonale da via Grimoaldo re, che avverrà grazie a scale realizzate in cemento armato, si permetterà l’accesso ai cani randagi che creeranno danni alle nidificazione degli uccelli nelle aree limitrofe al fiume dove ancora sussiste il canneto, ossia a monte e a valle della passerella pedonale. L’incredibile questione è che tutto questo avviene in piena Oasi di protezione della fauna, istituita nel 2008 dalla Provincia di Benevento con il Piano Faunistico Venatorio Provinciale, ai sensi della Legge nazionale n.157 del 1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.
Altrettanto sconcertante è che quanto si sta realizzando ha degli alti costi di manutenzione, infatti il fiume quando è in piena trasporta vari materiali, dagli inerti tipici del trasporto solido di un fiume, quali limo, pietrisco, tronchi e rami di alberi, ma anche elementi non naturali come rifiuti solidi (bottiglie e buste di plastica, polisterolo, ecc.). Quando la piena sarà passata, il fiume ritirandosi lascerà un tappeto di detriti che poi dovrà essere rimosso per consentire che la passerella pedonale possa essere riutilizzata. Se ciò dovesse avvenire annualmente in autunno-inverno si prevedono dei costi di gestione abbastanza alti per un Ente pubblico come il Comune di Benevento che non gode di floride finanze, tutt’altro, vedi l’adesione al decreto salva enti per non dichiarare il dissesto. In più sempre meno sono le risorse che il governo centrale incanala verso gli enti pubblici locali e questo determina una ulteriore difficoltà di gestire spazi pubblici del tipo progettato dal Comune con questa passerella pedonale nell’alveo di piena del più importante fiume del Sannio Beneventano e Irpino. A questo proposito interviene il delegato della Lipu di Benevento, Marcello Stefanucci: “Ricordo quando circa un anno e mezzo fa l’allora assessore all’Ambiente Luigi Scarinzi convocò le associazioni ambientaliste e i comitati di quartiere per comunicare che dopo alcuni mesi d’impasse, periodo nel quale le aiuole cittadine erano piene di erba molto alta, era riuscito a recuperare con fatica dei fondi per la cura di questi spazi e annunciò che il futuro si prospettava difficile per la difficoltà di reperire fondi per questo tipo di interventi di manutenzione.” Continua il rappresentante della Lipu provinciale: “Sarebbe stato meglio utilizzare i fondi che ora stanno servendo per realizzare la passerella pedonale ai piedi dell’argine per: riqualificare il lungofiume realizzando una pista ciclabile, il cui progetto fu presentato più di 5 anni fa al Parco Progetti regionale, dove langue; per regolarizzare il marciapiedi lungo tutta via Grimoaldo re visto che ci sono irregolarità nella pavimentazione, come avvallamenti; migliorare la visione del fiume da questa strada poiché oggi passeggiando qui per un lungo tratto non si vede il fiume a causa di un muro di parapetto un po’ troppo alto, ma soprattutto spesso. Inoltre si potevano creare degli affacci sul fiume attrezzati per il fare il birdwatching con pannelli illustrativi con le specie da osservare in modo da far comprendere ai Beneventani che il fiume Calore, nonostante tutto non è morto e si difende quanto meglio può fare se gli si lascia un certo grado di naturalità.”
Chiude Marcello Stefanucci: “A Benevento manca una vera cultura del fiume e la deficienza di conoscenza dei fenomeni fluviali determina la redazione di progetti dannosi per la naturalità dei corsi d’acqua e per le casse pubbliche. Il Calore è un fiume dal carattere fortemente torrentizio, come la maggior parte dei fiumi appenninici, e se in autunno e in inverno in caso di piogge copiose e costanti può scatenare piene che arrivano a far paura, dall’altro lato in estate il corso d’acqua, anche a causa di prelievi eccessivi alle sorgenti, si riduce ad un rigagnolo ed è capitato a volte che in diversi tratti il suo letto di magra fosse completamente prosciugato. Si pensa con la redazione di progetti come questo della passerella pedonale ai piedi dell’argine di via Grimoaldo re di avvicinarsi ad altre realtà europee, quali le città che si trovano lungo il Danubio, come Vienna, Bratislava, Budapest, Belgrado, o altre vicino al Reno, come Colonia, Magonza, Coblenza, Bonn, ecc., senza contare che questi fiumi hanno caratteristiche molto diverse dai corsi d’acqua che attraversano Benevento, e non solo per l’ampiezza del loro bacino idrografico. Ma anche il Tevere a Roma e il Po a Torino hanno delle peculiarità che non possono essere paragonate a quelle del Calore o del Sabato.”

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