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direttore Antonio De Cristofaro

Patrimonio zootecnico sannita, l’appello della Coldiretti ad intervenire

Scritto da il 17 maggio 2014 alle 11:43 e archiviato sotto la voce AttualitĂ . Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Preoccupato ed in grande fermento il mondo degli allevatori sannita in seguito alle notizie che arrivano in merito ai Servizi Veterinari dell’Asl di Benevento secondo le quali, relativamente al primo semestre del 2014,  ad oggi solo il 30 % delle profilassi obbligatorie sono state eseguite sul patrimonio zootecnico del Sannio.

Il parco zootecnico sannita che rappresenta il 20 percento di quello regionale è composto: da circa 49.000 bovini, 2.000 bufaline, 62.000 ovi-caprini, 165.000 suini detenuto da un totale di circa 5.000 aziende.

La Coldiretti sannita ha dato voce al malessere ed al rischio paventato dai  propri allevatori ed  ha inviato una ferma protesta al presidente della giunta regionale, all’assessore regionale all’agricoltura ed al direttore generale Asl BN 1.

Relativamente al settore bovino ed ovi-caprino il non rispetto totale dei protocolli sanitari di controllo e profilassi, con cadenza semestrale, generano automaticamente la non commerciabilitĂ  del latte e degli animali da vita.

“In altre parole – si legge nella lettera della Coldiretti – se le profilassi obbligatorie richieste dalla legge non vengono espletate e completate nei prossimi giorni dal servizio veterinario dell’Asl BN1, dal 1° luglio 2014 gli allevatori tutti del Sannio non potranno commercializzare nĂ© latte,  nĂ© animali da vita perchĂ© ritenuti non sanitariamente garantiti”.

Altrettanto grave è la situazione dei suini di cui la provincia di Benevento conta un patrimonio di circa 160mila capi e che rappresenta oltre il 60% nella regione Campania.

“Sono decenni,  infatti, – afferma il Presidente di Coldiretti Benevento Gennarino Masiello – che la nostra regione non avendo l’accreditamento di regione esente da Malattia Vescicolare deve sottostare ad una serie di norme restrittive sia in materia di allevamento, di macellazione che di commercializzazione di insaccati che non possono essere esportati. Nell’ultimo triennio, finalmente,  sono stati seguiti particolari protocolli di monitoraggio sanitario da parte del servizio sanitario e dagli allevatori tanto che vi sono serie probabilitĂ  di riuscire ad ottenere l’agognato accreditamento cosa che nel caso qui denunciato (di non completamento dei controlli previsti per il corrente semestre) verrebbe immediatamente vanificato e farebbe tornare la sanitĂ  animale del Sannio all’anno zero”.

La Coldiretti sannita rivolge un appello accorato alle autoritĂ  competenti ad intervenire con immediatezza, eventualmente a sostenere il ridotto organico del servizio veterinario sannita con inserimento occasionale di nuova forza lavoro; sembra che la spesa necessaria sia di poche decine di migliaia di euro che risolverebbe un problema emergenziale che non sarebbe dovuto mai accadere.

“Il  danno economico che si produrrebbe al settore agricolo ed all’intero territorio del Sannio – conclude infine il direttore di Coldiretti Giuseppe Brillante – sarebbe troppo elevato in termini produttivo,  sociale,  sanitario e di immagine di un territorio che sta facendo della qualitĂ  dei prodotti, della salubritĂ  e della garanzia alimentare la carta vincente per mantenersi sui mercati nazionali ed internazionali”.

 

 

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