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direttore Antonio De Cristofaro

Conferenza stampa Fausto Pepe, ‘I fatti relativi vicende giudiziarie del Comune’

Scritto da il 2 maggio 2014 alle 18:09 e archiviato sotto la voce Attualità, Politica. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

 “Questa conferenza stampa serve a fare chiarezza sulle vicende giudiziarie che riguardano il Comune di Benevento in modo da spazzare via le tante distorsioni politiche che sono state fatte negli ultimi tempi”.

E’ questa la premessa da cui è partito stamani il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, che ha subito chiarito: “Ho invitato l’onorevole Sarti a correggere le dichiarazioni fatte nel corso della trasmissione della Gruber perché ho ritenuto che fosse stata male informata, ma il deputato del M5S, pur avendo preso atto della diversa realtà delle vicende giudiziarie, ha confermato ad un quotidiano locale le presunte collusioni con la malavita. Da qui la mia decisione di sporgere querela, anche a tutela dell’immagine della città. La verità dei fatti è che nell’ambito dell’indagine della DDA che ha portato all’arresto di affiliati al clan Sparandeo, ancora in corso, sono stato sentito tre volte (una volta su mia richiesta) come persona informata sui fatti e mi sono state richieste informazioni e documenti, che ho puntualmente fornito assieme a documenti ed informazioni che non mi erano state nemmeno richieste e che pure ho fornito. Dalle intercettazioni ambientali operate nel carcere di Salerno risulta che uno dei detenuti, figlio del capo clan, dichiarava a propri familiari (stando alla ricostruzione del labiale) di aver percepito “da Damiano la cifra di 150.000 euro”. Questo quando era assessore alle Opere pubbliche. Damiano è stato assessore alle Opere pubbliche tra il 2008 e il 2010 e le intercettazioni sono del 2011. Evidentemente a queste dichiarazioni non vi sono stati riscontri altrimenti la storia sarebbe stata diversa. Lo stesso detenuto ammette che i membri della famiglia non avevano votato per lo zio Rosario Guerra, ma il capo clan aveva dato consenso elettorale ad un medico della lista Pdl. Quindi, da quelle intercettazioni non emerge affatto un aiuto del clan alle liste del centro sinistra, tutt’altro. Dalle intercettazioni, infatti, emerge un sostegno elettorale al centro destra e lo stesso detenuto ricorda ai familiari che grazie a quei voti avrebbe preteso incarichi da parte di un direttore generale di un servizio sanitario, non dal sindaco. Quello della Sarti, comunque, è solo l’ultimo tentativo di utilizzare strumentalmente le vicende giudiziarie che riguardano il Comune di Benevento. Di qui la necessità di un chiarimenti sui fatti, e cioè sullo stato reale di questi procedimenti”.

Il sindaco ha quindi spiegato di essere stato rinviato a giudizio per due casi che nulla hanno a che fare con collusioni camorristiche o corruzione, e cioè: con l’accusa di omissione di atti d’ufficio per aver consentito l’utilizzo all’Asia di una piazzola di raccolta provvisoria dei rifiuti a Piano Borea; con l’accusa di disastro ambientale per l’inquinamento del fiume Calore (assieme ad un’altra ventina di sindaci) in conseguenza dello sversamento dei reflui dovuta alla mancanza di un depuratore in città. Il sindaco ha poi ricordato di aver ricevuto una comunicazione di chiusura indagini riguardante l’inchiesta sul presepe di Dalisi per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio in relazione ad una delibera di giunta  .

Infine, a proposito dell’inchiesta “Mani sulla città” ha ribadito di aver ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio (che deve ancora essere discussa davanti al Gup), per le seguenti ipotesi di reato: truffa (relativamente agli atti di contabilità del Parco Cellarulo), falso (relativamente ad atti di giunta), corruzione (relativamente alla presunta pulizia di una grondaia-tombino di casa il cui costo, tra l’altro, ammonterebbe a circa 80 euro!!!) e concussione elettorale (nei confronti di una cooperativa).

“Ricordo – ha chiarito Fausto Pepe – che io stesso, nel dicembre del 2009, ho prodotto un esposto alla Procura della Repubblica di Benevento su alcune questione legate ai lavori pubblici affinchè venissero avviate le relative indagini. E voglio, inoltre, ricordare altre vicende giudiziarie che pure hanno interessato il Comune di Benevento, ma nelle quali non sono stato mai coinvolto oppure sono stato prosciolto. Recentemente è stata infatti archiviata su richiesta del PM l’indagine sulle sub aree per concessioni edilizie considerate illegittime e per le quali l’ufficio aveva già provveduto ad avviare una sanatoria detta “monetizzazione” delle aree, sulla base delle decisioni del Consiglio comunale. Sono stato prosciolto a seguito di due indagini della magistratura su querele presentate dall’avvocato Luigi Giuliano (ex dirigente del Settore Legale) e dall’architetto Mario De Lorenzo (ex dirigente del Settore Urbanistica), che mi accusavano di diffamazione e falsa testimonianza per le dichiarazioni da me rese al PM Clemente nell’ambito dell’inchiesta Zamparini. Per quanto attiene, poi, l’indagine relativa ai concorsi interni non sono stato mai coinvolto, né interessato ad alcun titolo. Per l’indagine sui concorsi per dirigenti o funzionari esterni, risultano indagate diverse persone, mentre io non sono stato indagato ma solo sentito per confermare le segnalazioni che avevo inviato alla magistratura su anomalie da me riscontrate e che mi avevano peraltro portato ad insistere affinchè i concorsi fossero annullati. Per quanto attiene, infine, l’indagine sull’affidamento alla Digep (affissioni e pubblicità) risulto totalmente estraneo ed anzi ho prodotto segnalazioni alla magistratura sulle anomalie che avevo riscontrato, così come ho prodotto io stesso un esposto sulla vicenda Porta Rufina-Amts”.

Il sindaco ha poi ricordato i processi che in qualche modo hanno coinvolto il Comune e che hanno riguardato precedenti amministrazioni: “Il processo che riguardava l’edificio Passarelli al viale degli Atlantici ha visto condannati il costruttore, il dirigente all’Urbanistica della precedente amministrazione D’Alessandro ed un geometra comunale. Mi preme inoltre ricordare che la vicenda giudiziaria prese avvio dalla relazione dell’Ufficio di Vigilanza da me espressamente incaricato di verificare la legittimità urbanistica dell’intervento. Per quanto riguarda il processo sul Piano di recupero di via Galanti (approvato dall’amministrazione Viespoli e regolato da convenzioni urbanistiche e rilascio di concessioni edilizie dell’amministrazione D’Alessandro) i giudici nel condannare alcuni imputati hanno tenuto conto espressamente delle diffide da me inviate al Triola affinchè non pretendesse di aumentare il costo di vendita degli alloggi per motivazioni che l’amministrazione di centro destra aveva ritenuto di accogliere e che invece l’amministrazione di centro sinistra aveva respinto. Il processo per l’ipermercato Zamparini, recentemente conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati, non mi ha visto imputato mentre la nostra attività per il rispetto degli accordi continua tant’è che il tribunale ha nominato l’ufficiale giudiziario ed un tecnico per l’esecuzione in danno dei lavori per completare il Parco Fluviale, per il recupero della Masseria con valorizzazioni dei reperti archeologici e l’abbattimento di tre capannoni abusivi. Il processo riguardante “Quattro Notti” è ancora in corso e non mi vede imputato al pari di quello relativo al concorso per amministrativi all’Amts, che tra l’altro fu da me annullato tra non poche polemiche”.

Il sindaco ha infine ricordato che la famiglia Cosentino aveva interessi nel Sannio “che sono stati da me contrastati, tant’è vero che ho annullato il progetto di finanza di piazza Risorgimento, ho impedito l’installazione dei photored caldeggiata dall’ex comandate della Polizia Municipale Delvino, da me revocato. Non ho accettato le pressioni per l’installazione dei parcometri da parte di quelle stesse ditte interessate ai photored e al progetto di finanza di piazza Risorgimento. Ho impedito una speculazione edilizia in contrada Acquafredda. Questi i fatti – ha concluso Fausto Pepe – che mi auguro spazzino definitivamente via le distorsioni politiche create ad arte nell’ultimo periodo”.

 

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