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direttore Antonio De Cristofaro

Zootecnia: nuovi scenari per la razza bovina marchigiana dell’Alto Sannio in Irlanda.

Scritto da il 25 ottobre 2013 alle 12:57 e archiviato sotto la voce Ambiente, Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

A colloquio con il dott. Giovanni Marcarelli – veterinario di origini sannite residente in Irlanda da oltre 14 anni – a capo di una delegazione di imprenditori irlandesi in visita alle aziende zootecniche della provincia di Benevento per conoscere e valutare la razza marchigiana del territorio sannita.

 D. Si è da poco conclusa un’ azione di incoming di imprenditori zootecnici irlandesi nel Sannio (Benevento). Com’ è nata quest’idea?
R. Nel corso degli anni, nei miei giri quotidiani presso le aziende zootecniche irlandesi, spesso mi son sentito rivolgere dagli allevatori domande sulla situazione agricola italiana e degli allevamenti italiani.  Domande di curiosità e interesse sulle razze allevate, sui prezzi del bestiame, sui costi dell’agricoltura. E io ogni volta cercavo di spiegare ed evidenziare le peculiarità della realtà zootecnica italiana che è diversa e molto articolata rispetto quella irlandese. Nel più generale contesto di scarsa conoscenza dell’ Italia mi son reso conto che la Marchigiana dell’ Alto Sannio (il territorio di San Giorgio La Molara, in provincia di Benevento) era praticamente sconosciuta; le razze bovine italiane più conosciute sono, infatti, la Piemontese e la Romagnola.
Poiché sarebbe stato un pò complicato far arrivare un allevamento di marchigiane dall’Italia in Irlanda, l’unica maniera di poter far comprendere agli allevatori la realtà sannita della zootecnica italiana  e mostrare la razza bovina Marchigiana era fargliela vivere vedendole dal vivo Ecco perché ho pensato di organizzare una azione di incoming nei mio territorio d’origine, una specie di ” viaggio di istruzione” nel Sannio per dar loro modo di entrar nel cuore della realtà agricola sannita.

E un aiuto fondamentale nella organizzazione di questo “Agritour” mi è stato dato dalla FIBI- Federation of Italian Business in Ireland – che si è occupata dell’intera organizzazione sul versante italiano.

 D. Quali sono, in sintesi, le differenze più evidenti tra la Marchigiana dell’Alto Sannio e le razze bovine più diffuse in Irlanda?

R.Le caratteristiche principale che contraddistinguono la razza bovina marchigiana dalle altre razze allevate in Irlanda sono la sua capacità di utilizzare i pascoli marginali quindi la sua frugalità;la relativa leggerezza scheletrica rispetto alla massa muscolare totale che ne consente una resa al macello del 66%-67 % e la capacità nell’incrocio di prima generazione dei tori Marchigiani con le altre razze da carne e anche sulla razza da latte Frisona, di ottenere capi di bestiame, prodotti commerciali anche essi con un ottima resa al macello e molto apprezzati dal mercato. Credo fermamente che l’allevamento irlandese possa ottenere molti vantaggi da questa razza, tutto sta a provarla e a veder i risultati. La marchigiana nel corso degli anni è stata esportata in molti stati esteri come Brasile, Argentina, Usa, Canada, Gran Bretagna quindi ha grosse potenzialità per aver successo anche in territorio irlandese.

D. Qual è stato il feedback degli allevatori irlandesi in merito a questa iniziativa ?

R. Il riscontro degli allevatori a questa iniziativa è stato molto positivo. Immergersi completamente nella realtà agricola sannita è stato per loro come affacciarsi a un mondo nuovo. Estasiati dalla bellezza del territorio, piacevolmente deliziati dalla calorosa accoglienza di tutti gli operatori agricoli con cui abbiamo avuto occasione di interagire e assolutamente folgorati dalla bontà delle nostre eccellenze gastronomiche quali il vino, i salumi, i formaggi e la carne della marchigiana. Colpiti molto dall’amore che gli allevatori hanno per il loro bestiame e dal livello di meccanizzazione raggiunta anche in un territorio collinare montagnoso come quello di San Giorgio la Molara.

Oltre alle aziende zootecniche abbiamo avuto l’opportunità di visitare due aziende vitivinicole presso le quali abbiamo effettuato accurati wine tasting dei prodigiosi prodotti delle nostre vigne sannite.

Gli irlandesi hanno apprezzato molto i nostri vitigni autoctoni, aglianico, barbera, falanghina,  meravigliandosi che vini di così ottima qualità siano pressoché sconosciuti in Irlanda, ciò a conferma che per entrare sui mercati esteri diventa fondamentale lavorare di promozione.

 

L’Italia, specialmente quella delle zone interne, non è conosciuta abbastanza e creare queste occasioni dà la possibilità di aprire un sipario su realtà produttive ad alto potenziale turistico ed economico. Le nostre sono realtà medio-piccole ma in grado di sostenere l’economia locale e possono essere il futuro a cui mirare, non puo’ esistere più una sola direzione o obiettivi nei progetti di sviluppo locali, ma piccole medie realtà possono sostenere l’orizzonte del nostro futuro.

Tutti gli imprenditori della delegazione irlandese si son promessi di ritornare allo scopo di iniziare una collaborazione fra le due realtà; sarebbe una partnership assolutamente innovativa e proficua per entrambe.

D. In Irlanda la zootecnia rappresenta un settore trainante per l’economia locale; queste attività di scambio e collegamento tra i due paesi possono contribuire allo sviluppo del settore anche in Italia?

R. La diversità è sempre ricchezza. L’integrazione che sia culturale o economica porta enorme valore aggiunto; integrazione non è creare un melting pot, un miscuglio indefinito di cose in cui tutto svanisce e perde identità, ma apportare elementi che arricchiscono l’altro senza avvilirlo. E anche nel caso delle realtà irlandesi e italiane o sannite , lo scambio di esperienze, valori, incontri non possono che “arricchire”  anche in termini economici, due economie diverse, ma così vicine sotto molti punti di vista.

L’economia agricola è fondamentale in entrambi i paesi. Gli irlandesi son orgogliosi della loro realtà agricola e dobbiamo esserlo anche noi,  riappropriandoci del nostro territorio, della nostra terra, del nostro mondo che rischia di svanirci tra le mani. Occorre una presa di coscienza da parte di tutti. Ecco perché sognavo da tempo di realizzare progetti come questo che sono assolutamente da promuovere e replicare.

Un ringraziamento caloroso quindi a chi ha reso possibile questo mio sogno: FIBI, Archimede Consulting , Studio Legale Fusco-Canelli, il Sindaco di San Giorgio La Molara,  dott. Luigi Paragone e, soprattutto, tutti gli allevatori che hanno aperto per noi le porte delle loro aziende.

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