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Cesvob, al via la V Festa del Volontariato

Scritto da il 11 ottobre 2013 alle 20:01 e archiviato sotto la voce Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

È partita con un grande pubblico la V Festa del Volontariato organizzata dal Centro Servizi del Volontariato di Benevento.

Nella cornice della Rocca dei Rettori la presentazione dell’autorevole libro “L’equivoco del Sud” di Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud.

A presenziare all’evento, oltre all’autore,  Anita Biondi, vice presidente del Cesvob; Aniello Cimitile, commissario straordinario della Provincia; Andrea Mugione, Arcivescovo Metropolita di Benevento; Francesco Cocca, presidente della Fondazione Iacocca;   Anna Pezza, direttore di Confindustria Benevento; Sergio Tanga, presidente commissione consiliare delle attività produttive e Stefano Tassinari, vice presidente nazionale ACLI.

Nel raccontare il suo libro, Carlo Borgomeo, ha voluto ribadire la sua passione per il Sud, la volontà di vederlo rinascere in una prospettiva di sviluppo. Nel libro, l’autore, cerca di dare una risposta alla domanda che da anni si pone “Come è possibile che in 60 anni le cose non siano cambiate? Parlare di Mezzogiorno è diventato noioso: l’impressione è che sia una questione irrisolvibile. Metà degli italiani pensa che al Sud siano stati dati troppi soldi; l’altra metà denuncia l’insufficienza delle risorse e l’incoerenza delle politiche adottate. Al di là di interventi sbagliati, sprechi, incapacità, c’è stato un errore di fondo: condannare il Sud a inseguire il livello di reddito del Nord, a importare modelli estranei alla cultura e alle tradizioni e a sviluppare, di fatto, una dimensione politica di dipendenza. Per spezzare questa logica bisogna introdurre una profonda discontinuità, a partire dalla consapevolezza della natura vera del divario. Il Sud è meno ricco del Nord, ma la distanza più grave è nei diritti di cittadinanza, nella scuola, nei servizi sociali, nella cultura della legalità. È da qui che bisogna ripartire convincendosi che la coesione sociale è una premessa, non un effetto dello sviluppo”.

Efficaci   le parole dell’Arcivescovo Mugione che ha improntato il suo discorso sulla centralità della carità e della solidarietà. Una possibile fonte di sviluppo, secondo Mugione, sono proprio i servizi per il sociale e la scuola, riscoprire lo stile sobrio e solidale. Rinunciare al superfluo, agli sprechi per ritornare all’essenzialità.

 

Dettagliata e concreta la relazione di Anna Pezza che a proposito di Sud e sviluppo ha posto l’accento sulla totale mancanza di infrastrutture. “Noi assistiamo ad un progressivo isolamento, dai tagli al trasporto ferroviario alla rete stradale insufficiente. Ma partendo dal terzo settore si può arrivare a fare sistema, valorizzando la coesione sociale”.

 

“Ripartire dal basso con persone non accecate dal Dio Danaro, solo così potremo ripartire” questa la ricetta per ripartire di Francesco Cocca.

Importanti anche le relazioni di Stefano Tassinari (che ha delineato senza giri di parole la grave situazione economica che può rinascere grazie al terzo settore)  e di Sergio Tanga “bisogna fare una politica di qualità e non, come è stato fatto in questi anni puntando solo alla quantità”.

 

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