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direttore Antonio De Cristofaro

Benevento, Finanza: usuraio arrestato in flagranza di

Scritto da il 11 ottobre 2013 alle 19:55 e archiviato sotto la voce Cronaca. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Nella mattinata del 10 ottobre i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Benevento hanno arrestato un 73enne di Benevento colto nella flagranza del reato di usura.

L’usuraio è stato fermato sul centralissimo Corso Garibaldi dopo aver riscosso una somma di denaro pari a 500 euro da una vittima.

Nel corso delle perquisizioni effettuate è stato sequestrato denaro contante per 1.250 Euro, 57 pallottole di vario calibro illecitamente detenute e copiosa documentazione manoscritta, effetti cambiari, titoli in bianco ovvero già sottoscritti, ora al vaglio degli investigatori per ricostruire il reale “volume d’affari”.

Da una prima disamina delle carte sequestrate è emerso che le vittime arrivavano a pagare un tasso di interesse annuo addirittura del 125 %.

L’uomo è stato tratto in arresto ed associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione della Procura della Repubblica.

L’usura è il reato che commette chi, sfruttando il bisogno di denaro di un altro individuo, concede un prestito chiedendone la restituzione a un tasso d’interesse superiore al cosiddetto “tasso soglia” consentito dalla legge.

Alla base di un rapporto usurario c’è dunque, da una parte, una necessità stringente di denaro e, dall’altra, un’offerta che può apparire come una facile e rapida soluzione per chi si trova in difficoltà.

L’usuraio, che spesso viene considerato da chi ha ormai tutte le porte chiuse, un “amico” che offre aiuto e fiducia, ben presto rivela la sua precisa e cosciente volontà perversa:  nel disegno premeditato l’“aiuto” diviene una sabbia mobile finanziaria ed economica in cui si entra con la fiducia di chi si libera da grossi disagi ma in cui si resta invece irretiti, perché sempre più coinvolti e travolti.

Purtroppo le difficoltà economiche, ancor più marcate da un periodo di congiuntura come quello attuale, determina il ricorso sempre più frequente ai canali paralleli di credito quali possono essere definiti gli “usurai”.

Chi concede il prestito a tassi d’usura conta di rivalersi, in caso di mancato pagamento, sul patrimonio del debitore, che accetta il prestito anche a tali condizioni, sperando di poterlo comunque restituire.

Il giro di affari annuo dell’usura in Italia è stimato in 30 miliardi di Euro ed interesserebbe 150.000 esercizi commerciali.

È altresì stimato che al 36% tale giro di affari sia controllato dal crimine organizzato.

Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento per la definizione del tasso usuraio. Questi tassi medi aumentati di un quarto a cui si aggiungono altri quattro punti percentuali rappresentano il tasso massimo oltre il quale scatta il reato di usura.

In tale quadro, l’operazione portata a termine dalle Fiamme Gialle sannite acquista ancor più valore e deve essere di sprone per coloro i quali sono caduti nella rete degli usurai a rivolgersi alle Forze dell’Ordine e denunciare.

 

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