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Airola, ‘Bestiario’ la personale di Franco Nuti

Scritto da il 11 settembre 2013 alle 11:47 e archiviato sotto la voce Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

“Bestiario” è il titolo della prima mostra della nuova stagione di eventi di Mia Arte Contemporanea. Venerdì 13 settembre ad Airola si inaugura la personale dell’Artista Franco Nuti attraverso un percorso itinerante che avrà per teatro una Chiesa, un Comune e gli interni della galleria Mia arte contemporanea.

 

Passaggio a Sud Ovest è il titolo del ciclo di opere esposte, è infatti un’installazione, ma anche un avvenimento, che nasce da un’esperienza suggestiva e sinestetica, e che pure non si sa più dove e quando collocare, perché ciò che conta è  piuttosto custodire le proprie sensazioni. Partendo dalla complessa installazione omonima, Passaggio a Sud Ovest materializza un percorso articolato intorno a diversi nuclei propulsivi, tra loro strettamente connessi, che l’artista ha progettato e poi allestito con raffinata accuratezza, fondendo con levità spunti difformi, a suggerire il flusso ininterrotto delle emozioni che sostanziano la quotidianità, ma soprattutto la necessità di attraversarle per custodirne inalterata la fragranza. Quotidianità, memoria e poesia si incontrano per innescare un dialogo tra presenze e assenze, tra persistenze e fugacità. Un incontro che ha lo scopo di esplorare le zone marginali e leggervi le tracce di un’umanità che si rivela in uno spazio e in un tempo indefiniti. Il girovagare tra due regioni diverse per tradizione e cultura, quali la Calabria e la Sicilia, ha permesso la traduzione compositiva di un’esperienza geografica e interiore, in cui visione ed emozione danno forma alla realtà.

L’esposizione comprende un nutrito numero di disegni, una sorta di bestiario appunto, caratterizzati da due componenti fondamentali: lo spazio e il simbolo. Questi due elementi si alternano per caricarsi di sensi e significati. I contenuti e le forme si distendono dietro le linee per espandersi sulle superfici. Le immagini si accavallano, in parte si coprono e in parte si svelano mentre si frammentano. In questo caleidoscopio di immagini e sfavillio di colori si realizza una sorta di grande arazzo che contiene tutte le forme.

L’allestimento svolge un ruolo importante e l’intero spazio espositivo è parte integrante delle opere. Il plexiglas di protezione con le sbarre dipinte colloca e definisce meglio le figure, fortemente pittoriche e colorate: dal puma al coccodrillo, dall’otaria al gallo cedrone, dal cormorano al piranha, da tanti altri fino al passerotto che ha conquistato con il becco un vero pennello da pittore. Il passerotto dunque è lui, Franco Nuti, un artista che  nella liquidità del colore sublima paesaggi e materializza emozioni. Il suo percorso di ricerca oscilla tra il desiderio di indagare la natura attraverso gli strumenti dell’arte e la necessità di mostrarla pudicamente per non violarne il segreto. Dal confronto tra pittura e materiali eterogenei ma sempre trasparenti (oltre al già citato plexiglas anche plastica, camere d’aria, tubi di gomma) nascono le opere recenti, che danno vita ad un’atmosfera sospesa, propria di un’esistenza che spesso appare ironica e giocosa, e talvolta sembra essere vittima dell’accidente. Ma quando accade di precipitare è lo stesso accidente spazio-temporale a tirar fuori e ad offrire una soluzione, allargando l’orizzonte e lo sguardo.

La corrispondenza tra tutti gli elementi della Natura può essere colta dall’artista che riconosce dentro di sé la corrispondenza tra tutti i sensi, ed è ciò che fa Franco Nuti in Bestiario, manifesto di una sinestesia in grado di esprimere le relazioni tra il mondo interiore e quello esteriore, svelando i misteri che si celano dietro l’apparenza.

 

Franco Nuti è nato a Roma, dove vive e lavora. Consegue la Laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Per molti anni docente di Disegno presso l’Istituto “G. Eastman”; dal 1997 opera nell’Azienda U.S.L. Roma/A, svolgendo un programma riabilitativo incentrato sull’uso del colore; dal 2010 è cultore della materia presso l’Università La Sapienza; nel 2011 la collaborazione avviata da alcuni anni con lo storico e critico d’arte Barbara Tosi, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dà luogo alla nascita del Biennio di Specialistica in Arte Per La Terapia presso la stessa Accademia. La pittura di Nuti è sostanzialmente pittura di memoria che investe i sensi e coniuga segno, gesto, colore; si sviluppa nelle forme della Pittura-Scultura, della installazione e performance.

 

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