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direttore Antonio De Cristofaro

Sito stoccaggio ecoballe Fragneto, Lonardo: ‘Va delocalizzato’

Scritto da il 7 ottobre 2013 alle 19:27 e archiviato sotto la voce Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Di seguito il testo integrale dell’intervento di Sandra Lonardo in Consiglio regionale sul tema degli attentati incendiari all’impianto di ecoballe di Toppa Infuocata (Fragneto-Benevento) e sul tema delle bonifiche.

  ‘Oggi il Consiglio regionale è stato chiamato a prendere atto, con senso di profonda partecipazione e soprattutto con senso di grande responsabilità, della triste realtà. Mi riferisco al dramma rifiuti, che attraversa trasversalmente le cinque province campane, Sannio compreso. Mi riferisco, in particolare, agli atti criminali di cui sono piene le pagine di cronaca locale e nazionale. Mi riferisco alla pesante ipoteca che la camorra sta cercando di imporre, anche in realtà fino a poco tempo fa considerate immuni da certe piaghe.

Dico subito che c’è bisogno di evitare che questa seduta monotematica si trasformi in una sterile tribuna oratoria, in una lamentazione auto-assolutoria.

I sindaci sanniti, i rappresentanti dei Comuni di Ponte, Fragneto stasera sono qui, seduti tra i banchi del pubblico, per ascoltare proposte operative, per capire se alla solidarietà fatta di buoni propositi seguiranno azioni di sostegno, concrete, rapide, risolutive. I sindaci sanniti questo ci chiedono: garanzie sui tempi necessari per liberare i loro territori, per poter dichiarare cessato l’allarme ambientale e malavitoso.  

La relazione dell’assessore Romano ha introdotto sostanziosi elementi di riflessione, che devono spingerci ad accelerare sul versante della piena attuazione del Piano regionale per il trattamento dei rifiuti.

Credo che il Consiglio regionale stasera debba farsi carico di questa esigenza primaria.

 

A leggere i giornali ed i siti internet, nel Casertano, nel Giuglianese, come nel Sannio, sembra che oltre un decennio sia trascorso – ahinoi –  inutilmente o quasi. Dopo lunghi periodi di commissariamento, interventi emergenziali, l’invio dell’esercito, gli incendi scoppiati nel sito di stoccaggio di Toppa Infuocata ci hanno fatto ripiombare di colpo in un clima da disastro ambientale funzionale al business criminale.

Stasera prendiamo atto, con fermezza ma anche con serena consapevolezza, che bisogna dare risposte ad alcune esigenze prioritarie: 1- lo smaltimento controllato delle cosiddette ecoballe; 2 - il trasferimento del sito di stoccaggio di Toppa; 3 - la lotta agli incendi, quasi sempre dolosi.

Il Consiglio regionale deve farsi carico di una lotta ancora più serrata alla malavita organizzata.

 

Tornando a Fragneto, è intollerabile quel che sta accadendo, quello che è accaduto. Intollerabile è La circostanza che un’Istituzione sovracomunale abbia assunto degli impegni con le autorità dei Comuni interessati, con le comunità locali.. Impegni – sembra di scoprire – clamorosamente disattesi. Toppa Infuocata, per dirla tutta, doveva essere una soluzione tampone. Ma da provvisorio, l’impianto è diventato definitivo, un sito strumentale al servizio del vicino impianto di Casalduni…  Le ecoballe (oltre 60mila) stoccate a Toppa Infuocata dovevano essere rimosse entro la fine del mese di novembre… Novembre del 2004!

 La bonifica dell’area doveva essere portata a termine entro la fine del 2005… Invece…  il provvisorio è diventato definitivo. 

E’ quindi più che giusto che il sito di stoccaggio venga delocalizzato e che l’intera area venga bonificata. Era nei patti. Ed i patti vanno rispettati.

 C’è di più. Lasciatemi ripetere: bisogna affiancare, sostenere  i sindaci più esposti alle pretese della criminalità organizzata. L’incendio di Toppa Infuocata deve rappresentare per la camorra il principio della fine.

Dal 17 agosto incendi dolosi stanno creando grave allarme per l’ambiente e la salute delle comunità di Ponte, Fragneto. Una serie di incendi di natura dolosa sono stati registrati dalla metà di agosto,  fino a pochi giorni fa. La gente è preoccupata, giustamente. Dal 2007 l’impianto è stato posto sotto sequestro. Ciò non ha impedito ai piromani (si ritiene armati dalla camorra) di violare i sigilli per dare fuoco alle ecoballe, sperando di speculare sulla nuova emergenza (appalti senza gare, affidamenti diretti…).

 Per i motivi esposti credo vadano accolte senza esitazione le richieste di una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine, di una maggiore attività di vigilanza e di deterrenza.

Ci auguriamo che anche il ministro dell’Ambiente si faccia carico del problema, per quanto di sua competenza.

Da parte nostra, possiamo solo garantire che saremo attenti affinché  l’Istituzione regionale faccia ogni sforzo possibile per contribuire al superamento dell’ennesima emergenza.

Lasciatemi concludere con un riflessione più generale. Emergenza è parola infausta per la nostra regione.

Emergenza è il dramma che stanno vivendo le famiglie esposte ai veleni della ‘terra dei fuochi’. Emergenza è l’aumento di particolari tumori in particolari aree’.

Emergenza è la tracotanza criminale: regolamenti di conti, faide, guerre per il controllo del territorio, infiltrazioni nelle istituzioni, nel tessuto imprenditoriale, nel sistema creditizio.

Emergenza è il lavoro che manca…

Ecco, alle tante emergenze bisogna avere la forza di opporre la normalità.

La Campania ha bisogno di normalità per tornare a crescere, tornare a sperare. 

 

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