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Calcio, Vigorito: “Sull’accaduto mi occorre del tempo per riflettere”

Scritto da il 6 ottobre 2013 alle 21:01 e archiviato sotto la voce Calcio, Primo Piano, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il gesto di Felice Evacuo nei confronti dei suoi ex tifosi non è passato in osservato alla tifoseria. In sala stampa il presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito si è voluto scusare con i tifosi e la città e chiarire l’episodio.

“Oggi dopo la partita si è consumato qualcosa di grave. Un calciatore con la fascia di capitano ha voluto esprimere, senza rendersi conto, un gesto di ringraziamento nei confronti dei suoi vecchi tifosi che però è diventato motivo d’offesa nei confronti della nostra tifoseria. Il calciatore ha chiesto scusa a tutti ed espresso alla società la volontà di rescindere il contratto. Ha chiesto di andar via. Perché è qui per fare il suo lavoro e se non è possibile farlo al meglio chiede di andarsene. Mi sono riservato il diritto di prendere una decisione. Non perché non creda a Felice Evacuo ma perché è dovere di un presidente andare oltre e guardare al bene del club e della città. Privarsi di Evacuo in questo momento non è una decisione semplice da prendere. Bisogna anche capire che un altro centravanti in questo momento non c’è.

Si possono prendere anche provvedimenti diversi e al contempo severi. Ma ciò è possibile solo se il calciatore resta. Mi vedo costretto a ponderare le scelte, per il bene della società. Non posso comportarmi da tifoso e pensare che tutto a un tratto non sia più importante il campionato ma il gesto di un atleta”.

Il presidente invita tutte le parti, tifosi e stampa, ad un’attenta e lucida riflessione prima di prendere una decisione che inevitabilmente finirà per avere ripercussioni non solo sulla squadra ma probabilmente inficiare il resto della stagione.

“Fermiamoci un attimo a riflettere – continua il presidente Vigorito – condanniamo con fermezza questo gesto, ma sappiate che non è stato fatto in malafede. Porgo alla città e ai tifosi le più sentite scuse, le mie e della società che rappresento. Vi esorto però a capire, a comprendere le difficoltà in cui mi trovo in questo momento. Così come in passato ho fatto io. Pensate a quante volte mi è balenata in testa l’idea di andar via ma sono rimasto. E alle giornate che abbiamo vissuto, compresa questa, ma anche al campionato fin qui avvincente che stiamo conducendo. Tutto ciò è accaduto perché sono tornato sulle mie decisioni e non sono andato via. Per il bene della società vi chiedo dunque di riflettere. Prenderò una decisione. Ma non ora”.

A chi chiede come mai Evacuo non si sia presentato in sala stampa a chiarire la vicenda risponde senza esitare: “E’ stata una mia decisione. Ho ritenuto che in questo momento non fosse il caso. Ma non escludo che in futuro possa esserci un incontro anche con la tifoseria se ciò può servire a placare gli animi e a ricomporre la vicenda”.

Il massimo dirigente giallorosso non nasconde che la sua prima reazione è stata quella di allontanare il calciatore. Ma rendendosi conto della buonafede del calciatore è ritornato sui suoi passi.  “Negli spogliatoi ero arrabbiato e ho chiesto ad Evacuo di andare via. Di lasciare questa società. Ma ho visto un ragazzo con gli occhi sgranati, incredulo che mi chiedeva perché. Sinceramente sono rimasto allibito. Ho compreso però che lui realmente non si è reso conto di quanto fatto e del male che stesse facendo a se stesso e alla società, trasformando il suo sogno, quello di venire qui e vincere il campionato, in un brutto incubo. Non ho difficoltà a dirvi che sono convinto che stesse in buonafede e che ora sta soffrendo più di tutti. Ci troviamo di fronte ad una persona pulita, che ha agito senza nemmeno pensare alle conseguenze che un gesto simile avrebbe potuto provocare. Sono ritornato sui miei passi, perché ho compreso la sua buonafede”.

Nel corso della vicenda il presidente si è incontrato anche con alcuni rappresentanti della tifoseria. “Non so se la tifoseria si fidi di me. Ma io mi fido di loro. L’ho incontrata oggi per la prima volta in sette anni. A loro vanno le scuse per quanto accaduto. Ma dobbiamo anche saper capire, perché è stato un gesto fatto in assoluta buonafede. Il ragazzo si è sentito anche male dopo l’accaduto. Per questo vi chiedo di riflettere, di capire quale è il male minore.

Una vicenda che speriamo possa rientrare il prima possibile, senza decisioni spiacevoli, per il bene del calcio beneventano. Siamo convinti che Evacuo saprà farsi perdonare a modo suo, facendo quello che sa fare meglio: gonfiare la rete avversaria.

di Edoardo Porcaro

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