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Il Sannita.it

direttore Antonio De Cristofaro

Il Consiglio provinciale di Benevento dice no ad un’Italia senza Provincia.

Scritto da il 31 gennaio 2012 alle 16:52 e archiviato sotto la voce Attualità, Politica, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il Consiglio provinciale di Benevento si è pronunciato contro lo svuotamento delle funzioni delle Province ed ha approvato a voti unanimi un documento con il quale, tra l’altro, viene richiesto alla Regione Campania di presentare un ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro il Decreto “Salva Italia” del Governo Monti recentemente convertito in legge.

Questa la conclusione della partecipazione del Sannio alla Mobilitazione nazionale voluta dall’Unione delle Province d’Italia contro questi Enti previsti dalla Costituzione della repubblica e nati, spesso, prima della stessa Unità d’Italia – come nel caso della Provincia di Benevento.

La riunione dell’Assemblea nella Rocca dei Rettori si era aperta con la donazione alla Provincia da parte dei pittori Mario Rauso e Alfredo Verdile di due loro tele dedicate al tema dell’istituzione della Provincia. Con questo gesto, così ha detto Verdile, anche a nome dell’altro Maestro, essi hanno voluto affermare il valore dell’identità territoriale locale sannita, che si sostanzia soprattutto in una produzione artistica e culturale più che bimillenaria, nata ancora prima di Roma, e nella prestigiosa platea di grandi pittori che il territorio vanta e che sono conosciuti nel mondo.

Alla donazione hanno preso parte il presidente del Consiglio provinciale Giuseppe Maria Maturo e il suo vice Giuseppe Lamparelli, il presidente della Provincia Aniello Cimitile e il senatore e consigliere provinciale Cosimo Izzo.

La gratitudine dell’ente Provincia per la donazione è stata espressa a Rauso e Verdile dal presidente Cimitile e dallo stesso senatore Izzo. Cimitile ha annunciato che altri artisti doneranno loro opere alla Provincia che provvederà ad esporle.

Sono quindi cominciati i lavori del Consiglio provinciale presieduti da Giuseppe Maria Maturo. Il deputato Mario Pepe e la consigliere regionale Sandra Lonardo hanno fatto pervenire lettere di scuse per la mancata partecipazione e di adesione alla lotta delle Province.

Il presidente Cimitile ha quindi pronunciato un discorso contro la soppressione o lo svuotamento delle Province impostato sui seguenti punti: -1) incostituzionalità del decreto 201/2011 (come convertito in legge) nella parte che svuota di funzioni le Province: egli ha riportato il parere del presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida che ha evidenziato i limiti di un provvedimento che vuole cambiare la Costituzione con una legge ordinaria, peraltro poco chiara nella indicazione della riarticolazione dei poteri e delle competenze; -2) falsità dei dati che circolano anche sulla migliore Stampa circa lo sperpero apportato alle casse pubbliche dalle Province, che invece nel computo della “casta” gravano in maniera minima; -3) attacco alla democrazia perché i cittadini non potranno più eleggere il presidente della Provincia che sarà invece individuato da una Assemblea dei sindaci: -4) cancellazione dei poteri di autogoverno dei territori che saranno affidati alla valutazione delle Regioni, lontane dagli interessi delle aree deboli e dai cittadini residenti in queste ultime; -5) attacco al settore dei servizi: con le Province infatti spariranno le Organizzazioni decentrate dello Stato e delle stesse strutture private (Confindustria, Camera di Commercio, etc.) pensate su scala provinciale, così come dei Partiti politici e dei sindacati. Questo per il Sannio sarà una vera iattura perché oltre il 70% del PIL provinciale è dato proprio dai servizi; -6) aumento (paradossalmente) dei costi per i servizi di manutenzione stradale e scolastica, oggi assicurati dalle Province, e domani da affidare non si sa a chi e non si sa in che modo. In particolare, Cimitile ha detto che se oggi i cittadini italiani spendono mediamente per le competenze delle Province 180 Euro l’anno, quando le Province spariranno non si conoscerà il destino e l’utilizzo di queste stesse risorse che spariranno nel calderone regionale.   

Sulla scorta di queste considerazioni si è quindi sviluppato il dibattito in Consiglio cui hanno partecipato, quali “esterni”, anche il presidente del Coni provinciale, Mario Collarile, che ha sottolineato la gravità delle implicazioni delle decisioni del Governo Monti sulle Province; e l’amministratore unico Giovanni Zarro, che ha contestato le Regioni perché non hanno mai decentrato i propri poteri in dispregio alla Costituzione, e i consiglieri provinciali Cosimo Izzo, Claudio Ricci, Erminia Mazzoni, Renato Lombardi, Dante Molinaro, Spartico Capocefalo, Lucio Rubano e concluso dallo stesso presidente della Provincia.

Il senatore Cosimo Izzo ha dichiarato che a dover essere soppresse sono le Regioni e non le Province e comunque, invece di sopprimere poteri locali e istituti democratici, è assolutamente necessario approntare con la massima sollecitudine una riarticolazione complessiva del Codice delle autonomie locali rivedendo completamente l’attuale dispersione delle competenze amministrative, superando i doppioni e le incongruenze attuali.       

Claudio Ricci del PD ha detto: “corriamo il rischio come Province di essere il capro espiatorio o l’agnello sacrificale sull’altare del risparmio dei costi della politica”. Il consigliere ha quindi ammesso che i partiti politici trasversalmente sostengono la necessità di abolire le Province e che la stessa UPI ha prodotto un impegno poco efficace a difesa delle Province.  

La europarlamentare Erminia Mazzoni ha detto è un errore abolire le Province, le quali tuttavia non hanno saputo aggregare un consenso efficace attorno alla loro funzione, ma ha anche affermato che nel nostro Paese non devono essere riformate soltanto le autonomie locali, ma anche le istituzioni maggiori Presidenza del Consiglio, parlamento e Regioni.

Renato Lombardi ha proposto che tutti i presidenti e tutti i consiglieri provinciali debbano dimettersi dal proprio partito di appartenenza per manifestare l’indignazione contro l’attacco alle Province.

Lucio Rubano dopo aver contestato gli assenti al dibattito, ha affermato che non è possibile che chi è stato nominato al Parlamento debba decidere del destino di chi è stato eletto (cioè i consiglieri provinciali).

Dante Molinaro ha sottolineato che il Comune di Pietrelcina si è espresso contro la soppressione delle Province ed ha auspicato analoga tensione politico-amministrativa da parte di tutti i Comuni. Spartico Capocefalo ha sottolineato l’urgenza di procedere ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini e dei Consgi comunali.

Il Presidente Cimitile ha sottolineato che la Provincia di Benevento è stata protagonista presso la stessa UPI della mobilitazione di agosto 2011 contro la soppressione delle piccole Province voluto dall’allora Governo Berlusconi ed ha ribadito tale orientamento anche in questi giorni presso le piccole Province di tutta Italia perché occorre distinguere ha detto i problemi delle aree metropolitane da quello delle aree interne.

Al termine del dibattito, a seguito del lavoro comune svolto tra il presidente provincia Cimitile e dal senatore Izzo è stato approvato il seguente documento a voti unanimi dall’Assemblea.

Il Consiglio provinciale di Benevento

dice no ad un’Italia senza Provincia perché:

 

      Verrebbe meno il diritto di ciascun cittadino di esprimere i propri rappresentanti per il governo provinciale, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale.

      Ci sarebbero meno garanzie democratiche.

      Verrebbero garantite meno opportunità a chi è più debole.

      Diminuirebbe l’identità locale fatta di storia e cultura.

      Le Istituzioni si allontanerebbero dai cittadini.

      Ci sarebbe l’aumento dei costi per la Pubblica Amministrazione, anziché diminuzione.

 

Il Consiglio provinciale di Benevento chiede:

 

A tutti i Consigli comunali della provincia di Benevento di esprimere il proprio sostegno a difesa dell’Ente Provincia;

Ai Parlamentari del territorio di farsi promotori in Parlamento di iniziative volte a garantire l’esistenza delle Province, ad elezione diretta, intese come strumento di partecipazione democratica dei cittadini nel governo  del territorio;

Alle organizzazioni sindacali e alle forze economico-sociali di mobilitarsi per ristabilire un punto di riferimento istituzionale certo nel territorio, per garantire il rilancio degli investimenti per lo sviluppo locale>;

Ai cittadini tutti, agli uomini di cultura, alle associazioni e ai gruppi di volontariato di manifestare il loro amore per il territorio, opponendosi all’abolizione o allo svuotamento delle nostre Province, o alla loro trasformazione in enti, i cui rappresentanti saranno nominati dai partiti e non eletti direttamente dal popolo, seppur all’interno di liste o di partiti.

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