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In ‘Cantieri di Legalità’ le ‘Trivelle d’Italia’ tra ambiente ed informazione

Scritto da il 30 settembre 2012 alle 11:23 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli, Foto, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

In ‘Cantieri di Legalità’ le ‘Trivelle d’Italia’ tra ambiente ed informazione

“Ambiente & Informazione” è il tema della terza edizione della rassegna “Cantieri di Legalità”, promossa dall’associazione Sanniopress Onlus (www.sanniopress.it)  con il patrocinio dell’Assessorato provinciale all’Ambiente, la collaborazione del CO.DIS.AM di Sant’Arcangelo Trimonte e il sostegno delle aziende Igiene Urbana LavorgnaEurogronde e Aesse Stampa.

Tre gli appuntamenti in programma: si parte sabato 6 ottobre alle ore 18, presso la sala convegni della Biblioteca Provinciale di Benevento, con la presentazione del libro “Trivelle d’Italia” di Pietro Dommarco (edizioni Atreconomia); a seguire, venerdì 19 ottobre alle ore 18 (sempre presso la Biblioteca Provinciale di Benevento), ci sarà la presentazione “Giancarlo Siani, passione e morte di un giornalista” di Bruno De Stefano (Giulio Perrone editore); ed, infine, il 10 novembre alle ore 10.30, presso il Polo Tecnologico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Telesi@ di Telese Terme, la proiezione del film-documentario  ”Campania In-felix” della regista sicula-americana Ivana Corsale, girato nel ‘Triangolo della Morte’ Acerra-Nola-Marigliano.

“Il tema di quest’anno – spiega il giornalista Billy Nuzzolillo, che presiede l’associazione Sanniopress Onlus – è incentrato sul rapporto che intercorre tra ambiente ed informazione. Un’idea che è nata all’indomani della pubblicazione dell’inchiesta sullo scandalo della discarica di Sant’Arcangelo Trimone, realizzata da Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera”. Mi sono chiesto: come mai se ne parla solo ora? Perché la stampa regionale ha ignorato questa vicenda e le uniche inchieste sui rifiuti sono state realizzate in questi anni attraverso i libri e i documentari? Di qui la scelta di invitare Pietro Dommarco, considerato il massimo esperto in materia di trivellazioni petrolifere proprio alla vigilia del nuovo assalto al territorio sannita da parte delle compagnie che effettuano l’estrazione del greggio. Poi c’è la presenza di Bruno De Stefano, che recentemente ha ricevuto il Premio Siani ed è stato, assieme Vincenzo Iurillo, uno dei primi giornalisti ad occuparsi dello scandalo dei rifiuti in Campania con il libro “la casta della monnezza”; ed, infine, il lungometraggio di Ivana Corsale, la regista americana di origini siciliane che ha setacciato a fondo e con l’occhio di chi proviene da un altro paese la zona in cui la camorra ha per anni gestito la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti industriali provenienti dal Nord. Tre diversi modi, insomma, per affrontare un tema delicato come quello del rapporto tra ambiente e informazione in una regione dove, ricordiamolo, la malavita condizione pesantemente la vita politica, sociale ed amministrativa”.

Ed è proprio la difesa della legalità uno dei motivi che hanno indotto l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto, ad aderire entusiasticamente all’iniziativa: “Il recente reportage del giornalista Carlo Puca sul settimanale “Panorama” ha clamorosamente evidenziato come Benevento risulti essere oggi una delle basi logistiche della camorra in Campania. Tutto ciò conferma le nostre precedenti preoccupazioni e ci induce a tenere alta l’attenzione su un fenomeno, quell’infiltrazione camorristica, che ha ormai raggiunto livelli allarmanti. Per questo, come Provincia, continuiamo a sostenere con convinzione iniziative come quella promossa da Sanniopress, che servono a sensibilizzare la popolazione sul rischio e sulle conseguenze di questo assalto silenzioso. Bisogna, infatti, partire dalle scuole e dal mondo dell’associazionismo per creare una nuova coscienza civile, tendendo ben presente che la difesa dell’ambiente rappresenta una priorità, anche alla luce del fatto che la gestione dei rifiuti è finita in gran parte nelle mani della criminalità organizzata e che non sono mancati pericolosi intrecci tra scavi petroliferi e smaltimenti illecito di sostanze tossiche”.

 

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