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direttore Antonio De Cristofaro

Fatebenefratelli: “Terapia onde d’urto”

Scritto da il 30 maggio 2012 alle 14:00 e archiviato sotto la voce AttualitĂ , Salute. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

L’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, diretta dal Prof. Antonio Piscopo, ha attivato il servizio di terapia ad “Onde D’urto”.

La nuova ed avanzatissima metodica, voluta fortemente dal Prof. Antonio Piscopo, dal direttore sanitario dott.ssa Adriana Sorrentino e dal responsabile area amministrativa AAGC dott. Giovanni Carozza della struttura ospedaliera di viale Principe di Napoli, è stata affidata al dott. Francesco Carotenuto e alla fisiatra dott.ssa Tiziana Alderisio che ogni martedì sono a disposizione dei pazienti richiedenti le relative applicazioni, da prenotarsi presso il CUP ospedaliero.

L’ importante metodica detta anche ESWT (Extracorporeal wave Teraphy), consiste in impulsi pressori con tempi brevissimi di salita del fronte, tali da produrre una forza meccanica diretta a trasferire energia sui tessuti corporei per stimolarne i processi riparativi

Il processo genera:

1. Riduzione della trasmissione del dolore per mezzo di stimolazione di terminazioni nervose e liberazione di sostanze che modulano la sua percezione;
2. Riduzione meccanica delle calcificazioni tessutali;
3. Il cosiddetto “effetto di Cavitazione” con conseguente formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) con maggior afflusso locale di sangue e di nuove cellule con notevole spinta alla riparazione di micro-lesioni e al miglioramento del trofismo tessutale.

Gli effetti di queste applicazioni, determinano un aumento della vascolarizzazione e conseguente stimolazione osteogenica (formazione di tessuto osseo).

Le patologie che possono essere trattate con le onde d’urto, ormai avvalorate scientificamente, riguardano in particolare l’apparato locomotore:

1. Ritardi di consolidamento/pseudoartrosi (ritardo di guarigione delle fratture);
2. Fratture da stress;
3. Algoneurodistrofia;
4. Sindrome della cresta tibiale(dolore a carico della tibia in sportivi e ballerini per sovraccarichi funzionali).

1. Condrocalcinosi gomito, anca, ginocchio;
2. RigiditĂ  articolare spalla/gomito/anca/ginocchio;
3. Calcificazione e ossificazione;
4. Miositi ossificanti;
5. Fibromatosi di muscoli, legamenti, fasce;
6. Pubalgie.

1. Tendinopatia calcifica di spalla;
2. Epicondilite di gomito(gomito del tennista e del golfista);
3. Tendinite trocanterica;
4. Tendinite della zampa d’oca;
5. Tendinite post traumatica del ginocchio;
6. Tendinite del rotuleo (anche nelle tendinopatie rotulee in ginocchia operate di ricostruzione del legamento crociato anteriore con parte del tendine rotuleo);
7. Tendinite dell’achilleo;
8. Fascite plantare con sperone calcaneare;

In tali patologie il trattamento fisioterapico convenzionale o con infiltrazioni locali, è talvolta inefficace o solo momentaneamente vantaggioso. Il trattamento chirurgico con scarificazione e perforazione della giunzione osteo-tendinea costituisce spesso l’ultima risorsa terapeutica.
I protocolli di trattamento con onde d’urto possono risultare diversificati nella loro proposizione in relazione alle caratteristiche proprie delle diverse patologie e dei singoli casi clinici, nella generalità dei casi il ciclo terapeutico con onde d’urto è di 3 – 4 sedute.

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