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direttore Antonio De Cristofaro

16 comuni del Sannio non potranno usufruire di un servizio fondamentale come quello dei buoni libro

Scritto da il 30 marzo 2012 alle 12:13 e archiviato sotto la voce Attualità, Cultura & Spettacoli, Scuola, Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

È di questi ultimi giorni la notizia che gli studenti di 16 comuni del Sannio non potranno usufruire di un servizio fondamentale come quello dei buoni libro. Infatti la regione, in seguito all’arrivo dei fondi per gli sgravi sull’acquisto dei libri scolastici, ha destinato solo 777 mila euro al Sannio, dei quali 559 mila per i testi della scuola dell’obbligo, 218 mila per le scuole superiori e 271 mila destinati al capoluogo.
“ Tenere fuori alcuni comuni dai sovvenzionamenti, magari solo perché più piccoli, è antidemocratico”- dichiara la responsabile provinciale dell’FdS Immafederica Refuto – “I comuni più piccoli del Sannio sono stati già penalizzati di recente con la soppressione delle autolinee attive nelle fasce orarie scolastiche e questo ha portato alla crescita delle autolinee private, incrementando le spese per lo studio e negando il Diritto alla mobilità. Con quest’ultimo provvedimento la giunta Caldoro non farà altro che negare il Diritto fondamentale allo Studio a quegli studenti che appartengono ad un nucleo familiare che è in una condizione economica difficoltosa. ”
Un duro attacco all’istruzione pubblica, quindi, sul quale è intervenuto anche il segretario provinciale GD Benevento Antonio Iavarone, che ha così commentato: “Con rammarico notiamo ancora una volta che la giunta Caldoro, destinando al Sannio solo 777 mila euro come contributo per l’acquisto dei testi scolastici, lascia senza fondi ben sedici comuni. Riteniamo i contributi destinati al Sannio assolutamente insufficienti a garantire un’ equa partecipazione scolastica, andando a colpire di fatto sempre le fasce più deboli della nostra società e le zone interne della nostra regione, negando in tal modo, di fatto, il diritto allo studio. In un periodo di crisi, come quello che stiamo vivendo, non comprendiamo come si possa, con una simile politica di tagli, incentivare la crescita, lo sviluppo o mettere in campo soluzioni anti-crisi. Riducendo il welfare studentesco e riducendo i fondi anche nel settore dei trasporti pubblici è chiaro che si rende difficoltoso un equo accesso allo studio ed alla formazione incentivando, invece, una pericolosa regressione culturale e formativa che già sta colpendo le nostre realtà locali. Il Sannio – conclude il segretario – non può prescindere dalla cultura e dalla formazione e per questo motivo contestiamo le poche risorse destinate alla promozione scolastica ritenendo che i settori dove adottare la politica dei tagli lineari siano ben altri.”

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