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direttore Antonio De Cristofaro

La Soprintendenza archeologica ha bloccato i lavori a Piazza Orsini.

Scritto da il 27 marzo 2012 alle 12:29 e archiviato sotto la voce AttualitĂ , Cronaca, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

L’Amministrazione comunale di Benevento, in risposta ai quesiti posti da Altrabenevento sulla legittimità dei lavori in Piazza Orsini, ha fatto sapere a mezzo stampa che tutto è in regola. In particolare il dirigente del Settore Urbanistica, l’ing. Salvatore Zotti, ha dichiarato ad un quotidiano locale che i lavori oggetto di una SCIA ( Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata dalla ditta interessata a realizzare un parcheggio, sono solo quelli relativi al rifacimento dell’asfalto ma non ha spiegato con quale documento è stata consentita l’occupazione della strada comunale da parte di un privato che potrà anche asfaltare il bene pubblico. Neppure lo spiega l’assessore al Patrimonio, Cosimo Lepore. Se poi il dirigente Zotti avesse fatto almeno un sopralluogo, si sarebbe accorto che i lavori eseguiti non riguardano solo l’asfalto perché ieri sono state scavate alcune trincee con un mezzo meccanico anche lungo la proprietà comunale. Erano lavori autorizzati? Con quale atto? E se il Comune non ha dato alcun assenso, perché non sono stati bloccati i lavori?
Stamattina ci ha pensato la Soprintendenza Archeologica, che neppure era stata avvisata dei lavori, a bloccare il cantiere, perché si tratta di area dove è stata accertata la presenza di importanti preesistenze storiche.
Vi è poi da stabilire se il privato ha titolo ad effettuare i lavori. E’ bene precisare, infatti, che l’amministrazione comunale allorquando riceve una richiesta di permesso di costruire o anche la semplice comunicazione per Inizio Lavori, deve innanzitutto accertare se il richiedente o comunque l’interessato all’intervento è proprietario dei suoli o è in possesso di altro atto idoneo, come ad esempio il contratto di fitto.
Sempre a mezzo stampa abbiamo appreso che il Consorzio dei proprietari delle aree di sedime dei fabbricati esistenti prima della guerra avrebbe deciso a maggioranza di dare in fitto l’area di Piazza Orsini alla ditta FI.VI. per realizzare un parcheggio, ma chi ha accertato che tale Consorzio può decidere su tale questione? Il CEPIO fu costituito per edificare in quella piazza il volume di circa 4.000 metri cubi che il Piano Particolareggiato redatto dagli architetti Zevi e Rossi, prevedeva. Per tale finalità bastava che il Consorzio associasse almeno il 75% dei proprietari, ma, a quanto risulta, il Comune ritenne che il CEPIO non avesse tali requisiti. Adesso qualcuno ha accertato se quel Consorzio associa tutti i proprietari e se ha titolo a decidere a maggioranza di dare in fitto l’area composta da diverse e distinte particelle catastali?
Si consideri, inoltre che il PUC appena adottato classifica l’area come “pubblica” perché, evidentemente, come noto da tempo, il Comune ha già avviato la procedura per l’esproprio dei suoli, quando fu approvato il progetto degli Architetti Gabetti e D’Isola che hanno previsto in piazza Duomo il Museo pubblico ha affiancare al palazzo Privato del Consorzio CEPID e in piazza Orsini un giardino con reperti archelogici e una piccola struttura espositiva sul lato più vicino alla Cattedrale, senza alcun parcheggio.
Ed infine, è bene ricordarlo, il Piano Traffico e il Piano Parcheggi, più volte approvati dal 2004 ad oggi, non hanno mai previsto nessun parcheggio in quella Piazza che è inserita in una zona da pedonalizzare . Come può il Comune autorizzarne uno da parte di privati su suoli destinati alla realizzazione di un’opera pubblica?
Per Altrabenevento – Sandra Sandrucci

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