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Zoino: “Ricordare la Shoah significa trasmettere la memoria di un’esperienza estrema e tragica”

Scritto da il 26 gennaio 2012 alle 16:58 e archiviato sotto la voce Attualità, Politica. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Le celebrazioni dei grandi avvenimenti storici, come si sa, rischiano ogni volta di trasformarsi in facili esercizi di retorica, in discorsi un po’ enfatici, un po’ prevedibili e un po’ inefficaci. Non così è, tuttavia, per la celebrazione della Giornata della Memoria, istituita pochi anni or sono a solenne ricordo della Shoah, dello sterminio degli ebrei per mano dei nazi-fascisti.
È questo uno dei casi in cui il dovere della memoria prevale di gran lunga sui rischi insiti nelle commemorazioni, in cui il discorso pubblico deve farsi carico del peso della Storia e tramandare alle nuove generazioni il racconto di quei fatti atroci, proprio perché non possano più ripetersi.
Il genocidio pianificato, la “soluzione finale”, perpetrato con efficienza burocratica e ferocia inumana dai nazisti ai danni del popolo ebraico, a coronamento di una delle epoche più folli della storia europea, non sarà mai ricordato abbastanza. Nel cuore di quell’avvenimento inaudito si custodiscono infatti tutte le efferatezze, tutta la crudeltà di cui è capace l’uomo, quando il delirio ideologico di una nazione, divenuto potere politico sena freni, ordine sociale incontrastato, si dispiega in tutta la sua violenza, fino al punto di condurre alla distruzione non solo i propri nemici, ma finanche il popolo di cui è espressione. È qui che si annida il senso della tragica epopea nazista culminata nelle Shoah: nell’annientamento del popolo ebraico era implicita la volontà di cancellare tutto ciò che rappresentava l’Altro, tutto ciò che poteva minacciare la perfezione, totalmente inventata e dunque inesistente, della società nazionalsocialista – nei lager ci finivano non solo gli ebrei, o gli individui di altri popoli, ma anche il malato, il povero, il criminale, il dissidente, l’omosessuale –, senza avvedersi che il furore esaltato alla base di un tale programma non poteva che risolversi in un’infinita autodistruzione. Come poi effettivamente e drammaticamente è avvenuto.
Ricordare la Shoah significa pertanto assumersi il compito di trasmettere la memoria di un’esperienza estrema e tragica che, pur conservando l’unicità di un evento irripetibile, potrebbe un giorno ripresentarsi sotto nuove forme, qualora noi dimenticassimo colpevolmente che le ragioni politiche che portarono all’ideazione e alla realizzazione dello sterminio, per quanto sepolte nel passato, non sono mai del tutto scomparse, e dal buio della Storia continuano anche oggi a minacciare i valori di convivenza civile delle nostre democrazie.

Francesco Zoino
Segretario provinciale Italia dei Valori

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