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Teatrostudio, al Mulino Pacifico saggio di fine corso

Scritto da il 22 giugno 2012 alle 20:31 e archiviato sotto la voce Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Teatrostudio presenta Stomaco parole tra Cyrano e Rossana 26 giugno ore 20.30 Mulino Pacifico con Concetta Affannoso Amicolo, Annamaria Baviello, Gerardo Corbo, Valentina Esposito, Enzo Fallarino – Noemi Francesca – Consuelo Giangregorio – Giulio Greco – Roberta Infantino, Gilda Lorizio – Claudia Maio – Emi Martignetti – Carlo Oropallo – Pasquale Varricchio, Olimpia Russo – Romolo Salvione, Organizzazione generale, Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, Documentazione fotografica, Vincenzo Fucci, Segreteria Vera Di Dio Addetto stampa Lella Preziosi, Regia Pino Carbone.
Lo stomaco è il centro dell’emotività. È dove si avvertono le emozioni ed è il punto dal quale si attinge per esternarle. È il centro del nostro corpo e delle nostre caratteristiche ed esigenze umane. Ed è sicuramente anche il centro per un attore in scena. Un attore prova delle emozioni, dentro di sé le riconosce, le lavora e le restituisce all’ esterno. Vale a dire ai compagni, con i quali condivide lo spazio, e al pubblico. Lo stomaco è il punto da cui siamo partiti per questo lavoro, ed è il punto a cui intendiamo arrivare.
Stomaco è un lavoro che viene da due anni di percorso intenso. Due anni di ricerca su se stessi, sullo spazio, sulle relazioni, sulle possibilità del teatro. Un percorso che transita e attraversa la forma della messa in scena, senza esaurirsi in essa. Perché il processo creativo e di formazione dell’attore è qualcosa di sempre vivo e in atto, e uno spettacolo è parte di questo processo. È un punto però fondamentale di passaggio e soprattutto di confronto e condivisione. È un momento estremamente importante per un attore, per ogni attore. E lo è ogni volta.
In scena quattordici attori e tre personaggi: Cristiano, Cyrano e Rossana. Un testo importante, “Cyrano de Bergerac” di Rostand, denso e leggero quasi contemporaneamente, al quale siamo arrivati dopo aver attraversato i testi delle poesie-canzoni di Piero Ciampi, che proprio come Rostand, parla d’amore per esprimere il suo pensiero politico e sociale, ed esprime il suo pensiero politico e sociale usando un continuo gioco di scambi, in scena e nel racconto.
Rossana è la prigione di Cyrano, è esattamente come il suo grosso naso, e non può nascondere a se stesso che esiste, è troppo ingombrante e determinante nella sua vita. Entrambi, Rossana e il naso, sono la sua debolezza e la sua forza. Senza non sarebbe lui.
La prigione di Rossana è forse la sua bellezza, che le impedisce di scegliere liberamente. È condizionata dagli schemi sociali, dalle apparenze che l’hanno sempre salvata da ogni giudizio. “Perché Rossana è bella, perché Rossana non potrebbe innamorarsi mai di un naso tanto grande, sarebbe come ripudiare la sua gentilezza, dare uno schiaffo al buon costume”.
È un amore vero, il loro, tanto forte che deciderà delle loro vite. La prigione di Cristiano è se stesso. È il suo essere consapevole di quanto sia inadeguato di fronte a qualcosa di più grande, di più alto, di più profondo, che è la poesia che c’è nelle parole tra Cyrano e Rossana.
Un lavoro che dimostra quanto i pregiudizi, gli schemi sociali, le barriere emotive imposte ed autoimposte, siano qualcosa di pericoloso, ma soprattutto quanto siano qualcosa di inutilmente doloroso.
Il teatro ricostruisce artificialmente queste prigioni, ed insegna ad evadere da esse.
Biglietto €. 4.00. Biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 17.00 al Mulino Pacifico 082447037.

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