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direttore Antonio De Cristofaro

San Nazzaro, il comitato ‘Professione cittadino’ protesta contro l’elettrosmog

Scritto da il 20 aprile 2012 alle 15:18 e archiviato sotto la voce Ambiente, Salute, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il comitato civico ”Professione Cittadino” si batte per tutelare il diritto alla salute contro il progetto della compagnia Erikson che vuole installare un’antenna di circa 40 metri con sei ripetitori all’ingresso di San Nazzaro (via Pendino) a ridosso di abitazioni e ad un passo da scuole bar chiesa e comune.

Per domenica 22 aprile alle 15.00 il comitato “Professione Cittadino” ha indetto un’assemblea aperta in piazza Roma a San Nazzaro, sono invitati tutti i cittadini per discutere e confrontarsi sulle iniziative da intraprendere a difesa della propria salute e quella dei propri figli, preoccupati per gli effetti che possono scaturire da un nemico invisibile: l’elettrosmog.

Il diritto alla salute è stabilito dall’articolo 33 della Costituzione, ed è continuamente calpestato in nome del profitto dei privati e delle grandi compagnie che nascondono i loro interessi indegnamente dietro la facciata del progresso. L’attuale legislazione italiana, pur permettendo l’installazione delle antenne, individuandole come “opere strategiche”, implicitamente ammette un potenziale pericolo, tanto che ne vieta la costruzione in un raggio inferiore ai 100 metri da scuole e ospedali.

Non vogliamo l’abuso. I cittadini non si oppongono al “progresso”, non è l’uso di cellulari o di connessione ad internet che ci preoccupa, ma l’aumento di fonti elettromagnetiche; i cellulari già funzionano e già è possibile connettersi ad internet, l’installazione di una nuova antenna non è di alcun vantaggio per la popolazione e comporterebbe solo l’aumento dell’elettrosmog con tutti i danni derivanti per la salute.

La domanda che ci poniamo è:« perché i bambini o i malati dovrebbero essere tutelati solo durante le poche ore che sono negli istituti, mentre una volta tornati a casa possono essere bombardati per il resto della giornata da onde elettromagnetiche, anche di notte, quando le difese immunitarie sono più deboli?». Se sono riconosciute come potenzialmente cancerogene perché le onde elettromagnetiche dovrebbero essere meno pericolose a casa piuttosto che a scuola! Noi crediamo che la nostra sia una battaglia di civiltà in cui dobbiamo unire le forze per raggiungere dei risultati soddisfacenti.

Tutte le associazioni di valorizzazione e di tutela del territorio sono invitate a partecipare.

La costruzione di una nuova antenna è fonte di guadagno per il proprietario del suolo su cui insisterà e per le compagnie di telefonia mobile. I cittadini sono chiamati solo a pagare il conto.

IL LORO GUADAGNO NON LO VOGLIAMO PAGARE CON LA NOSTRA SALUTE

Il Presidente del Comitato, Gerardo Pignone

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