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direttore Antonio De Cristofaro

Dissequestro azioni del Palermo, Cassazione accoglie ricorso di Zamparini

Scritto da il 19 gennaio 2012 alle 16:00 e archiviato sotto la voce Cronaca, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

L’ANSA di Palermo, a seguito di un comunicato comparso sul sito del Palermo Calcio e relativo al dissequestro delle quote intestate al presidente Zamparini, ha diffuso la seguente notizia che risulta clamorosamente sbagliata.
“ La corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal presidente del Palermo Maurizio Zamparini per l’annullamento del provvedimento di sequestro delle azioni della societa’ calcistica emesso dal Tribunale di Benevento. Lo ha reso noto oggi il club di Viale del Fante con una nota.
Il 12 dicembre dello scorso anno Zamparini e’ stato prosciolto nel processo che lo vedeva imputato di abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva e violazioni urbanistiche ed edilizie per la realizzazione del centro commerciale ”I Sanniti” a Benevento. Adesso le azioni che erano state sequestrare in quell’indagine sono  state rimesse nelle disponibilita’ della societa’.(ANSA)”.
Infatti, il sequestro delle quote del Palermo Calcio di proprietà di Maurizio Zamparini non è stato disposto nell’ambito del procedimento penale che ha dato vita al processo recentemente chiuso che lo ha visto imputato, insieme ad altre 4 persone, per i reati di Abuso d’Ufficio, Lottizzazione Edilizia e Violazioni Edilizie contestati in relazione ai fatti commessi tra il 2003 e il 2006 relativi alla costruzione del Centro Commerciale “I Sanniti”. Il processo si è chiuso con la prescrizione di alcuni reati (violazioni edilizie) e l’assoluzione per gli altri con motivazioni ancora non depositate da parte del collegio giudicante.
Il sequestro delle quote del Palermo Calcio intestate al suo presidente, in sostituzione delle azioni del Centro Commerciale di Benevento di cui Zamparini non risulta al momento proprietario, è stato disposto nell’ambito di una seconda inchiesta che si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’imprenditore, dei coniugi Clemente e Sandra Mastella e di altre undici persone per i reati di Truffa, Falso, Corruzione ed Abuso di Ufficio. I fatti contestati sono stati commessi dopo il 2006 e sono relativi alle autorizzazioni per l’apertura dell’Ipermercato nonostante palesi violazioni urbanistiche ed edilizie. Il nuovo rinvio a giudizio è stato disposto dal Giudice per l’Udienza Preliminare lo scorso 22 dicembre. Il processo comincerà il prossimo 18 aprile.
La Corte di Cassazione con una precedente sentenza del 2011 ha riconosciuto la esistenza di “gravi indizi“ del reato di truffa ed ha ora deciso di annullare il provvedimento di sequestro disposto l’11 maggio 2011 dal Tribunale del Riesame di Benevento disponendo, per motivi che al momento non sono noti, che sulla questione si pronunci sempre lo stesso Tribunale ma in diversa composizione. Evidentemente la Corte di Cassazione non sconfessa se stessa, conferma la esistenza dei gravi indizi di reato ma discute le modalità e la natura del sequestro.
Il presidente – Gabriele Corona

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