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direttore Antonio De Cristofaro

L’eccellenza sbarca al Fatebenefratelli di Benevento.

Scritto da il 17 gennaio 2012 alle 09:31 e archiviato sotto la voce Salute, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

 La tecnologia ha sempre contribuito allo sviluppo delle possibilità di diagnosi e cura in medicina. Presso il Servizio di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione dell’UOC di Cardiologia/Emodinamica/UTIC dell’Ospedale Fatebenefratelli diretta dal prof. Bruno Villari è adesso disponibile la più recente tecnologia per il trattamento delle aritmie e, in particolare, tra esse una delle più comuni ed impegnative in cardiologia: “la fibrillazione atriale”.

Sicuramente la più frequente delle aritmie cardiache con una prevalenza dello 1-2% in tutta la popolazione, essa spesso è mal tollerata clinicamente e può presentare un significativo rischio di complicanze serie quali scompenso cardiaco e tromboembolismo (5 volte maggiore). Purtroppo in una significativa percentuale dei casi la sola terapia medica di quest’aritmia risulta insufficiente nel controllo di sintomi e potenziali complicanze. In questo caso il cardiologo può ricorrere alle tecniche di ablazione, un tempo applicabili solo nel corso di interventi di cardiochirurgia, ma adesso appannaggio del cardiologo interventista grazie al contributo della tecnologia. Infatti, grazie all’ausilio di un sofisticato sistema di mappaggio elettro-anatomico, per la prima volta disponibile a Benevento, e perfezionato dal Dott. Natale Marrazzo e la sua equipe composta dai dott.ri Della Porta, Guerrera e Vetrone, è possibile curare la fibrillazione atriale con procedura di ablazione trans-catetere mediante radiofrequenza, eseguita con estrema precisione in anestesia locale col paziente sveglio e collaborante.

Al Fatebenefratelli di Benevento è stata impiegata per la prima volta anche una nuova tecnologia finalizzata all’estrazione percutanea di elettrocateteri per stimolazione cardiaca.

Sempre più frequentemente si rende necessario eseguire l’espianto di un pace-maker o, più comunemente, di un defibrillatore, o per rottura di un componente oppure per il verificarsi di un’infezione del sistema. Tali espianti venivano eseguiti per via chirurgica, e solo per i casi più importanti visto l’invasività di tale trattamento. Con l’ausilio di estrattori meccanici, tali procedure vengono eseguite anche per via percutanea, come per l’ablazione della fibrillazione atriale, in anestesia locale e a paziente sveglio, sebbene la possibilità di complicanze severe rimanga molto elevata. Ma presso il Servizio di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione è stato utilizzato recentemente con successo un innovativo sistema di estrazione percutanea ad energia laser, che rende questa complicata procedura più sicura e veloce, e quindi proponibile ad un maggior numero di pazienti.

L’innovazione tecnologica rimane un motore importante per lo sviluppo di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche in medicina. Avere la più moderna tecnologia a portata di mano e la disponibilità di medici esperti nel loro utilizzo rappresenta un vantaggio non indifferente per i pazienti cardiologici della nostra comunità.

 

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