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Piano Regionale Rifiuti, Del Basso: ‘Il rischio è che renda perenne l’emergenza’

Scritto da il 14 gennaio 2012 alle 10:02 e archiviato sotto la voce Ambiente, Politica, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

“Il Piano Regionale Generale dei Rifiuti Urbani che da lunedì viene posto alla discussione del Consiglio Regionale ha lacune tali, sia nei presupposti di analisi che nelle stesse proposte, da avere effetti notevolmente negativi”.

 

E’ quanto sostiene l’on. Umberto Del Basso De Caro, vicecapogruppo PD in Consiglio Regionale alla vigilia di una seduta dell’assemblea che vorrebbe avere l’ambizione di risolvere una volta per tutte la questione rifiuti a Napoli ed in Campania per alcuni decenni.

 

“Solo per restare ad alcune questioni di merito – sostiene De Caro – non si può non notare che il Piano non tiene conto che tutte le province campane hanno come obiettivo almeno il 65% di raccolta differenziata, dato assente e che fa sovrastimare la produzione di Rifiuti Urbani nei prossimi anni. Da ciò deriva, anche secondo stime dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente (emanazione, inascoltata, della Giunta Caldoro) che un solo inceneritore può essere sufficiente o, al massimo se ne può prevedere, a regime, solo un altro per l’intera Regione.

 

Altro punto: il Piano non tiene, ad esempio, in alcun conto il progetto elaborato di smaltimento presentato dalla Provincia di Benevento, laddove esso prevede di massimizzare il recupero di materia attraverso il trattamento meccanico a freddo, mentre l’ipotesi regionale indica nell’incenerimento l’unica soluzione possibile per ridurre i rifiuti in discarica.

 

Si tratta – sottolinea De Caro – solo di alcuni esempi di incongruità anche rispetto alle normative dell’UE che rischiano di aumentare, e non di chiudere, il contenzioso in materia con Bruxelles.

 

Come gruppo PD avanzeremo una serie di proposte che tengano conto di tutte le osservazioni formulate al Piano stesso (da sindacati, organizzazioni imprenditoriali, associazioni ambientaliste, Ministero dell’Ambiente ed Arpac). Non è un caso che, se soggetti diversi segnalano sui medesimi punti le stesse “sofferenze” del piano, qualche ragione c’è: per cui è bene modificare il Piano finchè si è in tempo

 

E’ evidente che in ogni caso il, Piano condizionerà la gestione dei rifiuti in Campania per i prossimi 20 anni con conseguenze che rischiano di esser gravi per l’ambiente, la salute dei cittadini, l’economia: insomma sull’intera società campana.

 

Se esso non dovesse esser modificato – afferma De Caro – almeno in alcuni punti essenziali, avrà notevoli effetti negativi e sarà di difficile applicazione per l’opposizione delle popolazioni locali. Il rischio vero è che esso, invece di far uscire la regione dal cronico problema dei rifiuti, renda perenne l’emergenza.

 

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