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Tassa su permessi soggiorno, Bosco (Uil): ‘Ulteriore spinta verso clandestinità’

Scritto da il 13 febbraio 2012 alle 12:03 e archiviato sotto la voce Lavoro. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

La segreteria provinciale della Uil di Benevento ritiene inaccettabile il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dell’Interno, recante l’istituzione della sovrattassa sui permessi di soggiorno.

Il decreto, entrato in vigore il 30 gennaio scorso., non risponde al criterio di equità cui CGIL CISL e UIL si appellano, in quanto istituisce la tassa aggiuntiva sui rinnovi dei permessi di soggiorno, di importo variabile da un minimo di 80 euro ad un massimo di 200 euro, secondo la tipologia del permesso di soggiorno richiesto.

Tale sovrattassa andrà a pesare, insieme alla pressione esercitata dalla crisi e dalle ben tre manovre economiche, ogni qualvolta sarà necessario rinnovare il permesso di soggiorno, penalizzando ulteriormente il potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori immigrati, a fronte di un servizio inefficiente che continua a lasciare incertezza sui tempi di rilascio del documento.

Ulteriore elemento di discrimine è dato dalla finalizzazione delle risorse provenienti dalla sovrattassa, che, ricordiamo, va ad aggiungersi ai costi già previsti di 30 euro per il servizio postale e 27,50 euro per il rilascio del permesso elettronico. Le risorse, infatti, sono destinate solo per il 15% a politiche di integrazione, mentre l’85% sarà imputato al “Fondo rimpatri”, finalizzato a finanziare le procedure di rimpatrio degli immigrati in posizione irregolare sul territorio nazionale.

Il leader della Uil sannita, Fioravante Bosco, ritiene che: “In un contesto di così difficile crisi occupazionale per italiani e stranieri, questa tassa non è altro che l’ulteriore spinta verso la clandestinità. Chiediamo, pertanto, l’immediata cancellazione di questa iniqua e incredibile tassa poiché la riteniamo solo un’ingiusta penalizzazione nei confronti dei lavoratori migranti regolari. Il governo Monti non ha provveduto a rimodulare il provvedimento, nonostante lo scorso 4 gennaio i ministri Cancellieri e Riccardi avessero annunciato un’approfondita riflessione per rendere la stessa tassa più equa”.

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