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Serata stregata all’Hortus Conclusus

Scritto da il 12 settembre 2012 alle 14:07 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Un unico appuntamento ha sostituito le cinque serate di presentazione dei finalisti del Premio Strega, e stavolta pagando il biglietto di ingresso. Musica e letteratura si sono unite all’Hortus Conclusus, lo spazio scenico che da alcuni anni è dedicato all’evento. A fare gli onori di casa, come di consueto, è stata Gabriella D’Angelo, della Fondazione Bellonci, curatrice del progetto , nonché componente della Fondazione Città Spettacolo. Dopo una breve chiacchierata con Stefano Petrocchi, coordinatore della Fondazione Bellonci, sullo stato non proprio di salute del libro italiano e sull’importanza dei premi Strega e Campiello come “ultimi baluardi della letteratura”, assente l’atteso vincitore del premio, Alessandro Piperno, è cominciato lo spettacolo vero e proprio, tra i bagliori soffusi dell’Hortus, il gradevole sottofondo delle fontane, i colori cangianti del cielo sovrastante la sagoma del cavallo posto in cima alla struttura. Spettacolo che è stato diviso in due momenti: la lettura di testi dei cinque finalisti e la parte musicale.

Gli attori Paolo Sassanelli, Luciano Scarpa e Marit Nissen hanno letto brani dai cinque romanzi finalisti: Inseparabili, di Alessandro Piperno, Qualcosa di scritto, di Emanuele Trevi, Il silenzio dell’onda, di Gianrico Carofiglio, La colpa, di Lorenza Ghinelli, Nel tempo di mezzo, di Marcello Fois.

Attori e musicisti che fanno parte dell’ensemble i “Giaguaros”, hanno poi eseguito brani di Jean “Django” Reinhardt (1910-1953), geniale chitarrista jazz di origine sinti, del quale Sassanelli ha ripercorso alcuni episodi di vita avventurosa.  Django, dopo un lungo girovagare con la carovana in giro per il mondo, si fermò alla periferia di Parigi, dove la sua carriera musicale si svolse quasi interamente. A soli 18 anni perse due dita in uno spaventoso incendio divampato nella casa paterna, ma malgrado ciò, o forse proprio grazie a questo, sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria, acclamato dai musicisti di ogni genere come geniale ed innovativo. Django era, come suo fratello, completamente analfabeta e non sapeva leggere la musica. Imparò ad un certo punto della sua vita ad apporre la propria firma, ma gli ci voleva un quarto d’ora. Durante l’occupazione tedesca di Parigi, mentre molti ebrei e civili venivano deportati o uccisi, Django fu risparmiato in quanto considerato prezioso per intrattenere con la sua musica gli ufficiali. In quel periodo divenne anche piuttosto ricco.

I Giaguaros, che portano in giro la musica gitana, sono un ensemble composto da Paolo Sassanelli, alla chitarra, Luciano Scarpa, contrabbasso, (Giorgio Tirabassi, altro componente, ieri sera era assente). Con loro ieri sera c’erano anche Marit Nissen (fisarmonica), Alessandro Golini (violinista) e Luca Giacomelli (chitarra).

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