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Laboratorio Cives, concluso l’ottavo incontro

Scritto da il 12 marzo 2012 alle 10:46 e archiviato sotto la voce Attualità, Cultura & Spettacoli, Sociale. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Si è tenuto lo scorso 8 Marzo, presso il Centro di Cultura Raffaele Calabria, “CIVES – Laboratorio di Formazione al Bene Comune”, giunto alla sua ottava lezione con il titolo: “PUC, PTCP, PTR, PSR, PDZ… sigle per la democrazia locale e lo sviluppo del territorio”.
L’ incontro è stato introdotto come di consueto dal coordinatore Ettore Rossi (direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Benevento), il quale ha ritenuto doveroso innanzitutto rendere partecipi gli intervenuti dell’ importante riconoscimento che il Laboratorio ha ricevuto durante il Convegno Nazionale sulla Formazione socio-politica organizzato dalla CEI dal titolo “Educare alla cittadinanza responsabile” svoltosi il 2 e 3 Marzo, nell’ambito del quale CIVES è stato presentato come una virtuosa esperienza presente sul territorio; Rossi ha inoltre sottolineato l’importanza di tutti gli sforzi verso la formazione riguardo alle questioni sociali e politiche in questa delicata fase, nella quale c’è bisogno dell’ attenzione al bene comune con una presenza cristianamente ispirata.
L’ incontro ha avuto alcuni rappresentati delle istituzioni locali come protagonisti e interlocutori del successivo dibattito, segno della imprescindibile dimensione territoriale e locale per lo sviluppo futuro, attraverso le varie “sigle”, cioè gli strumenti di pianificazione.
L’avv. Antonio Barbieri (vicepresidente della Provincia di Benevento) ha rotto il ghiaccio, ribadendo quanto possa essere dannoso oggi lo svuotamento dell’ ente provincia, e quanto ci sia oggi necessità di riformare la legge urbanistica, in modo competente: “L’ordinamento deve conservare l’impianto del sistema fondato sulle autonomie locali” – ha esordito Barbieri – “poiché questo è il fondamento di uno stato democratico. Gli enti locali hanno un rapporto diretto con il cittadino e garantiscono libertà e democrazia attraverso il pluralismo istituzionale. Riguardo l’ordinamento urbanistico: “Bisogna dare una certezza di regole ai cittadini, di piani non così facilmente modificabili. Non dobbiamo dimenticare che dietro queste sigle ci sono dei problemi reali, per il nostro futuro”.

Ha preso successivamente la parola Francesco Zoino (consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare per le Politiche Sociali), il quale ha individuato nell’ ultimo PUC (Piano Urbanistico Comunale) uno strumento che fornisce una regolamentazione ben precisa sull’edilizia, attraverso interventi mirati, insieme alla sottolineatura dell’importanza del Piano Sociale di Zona: “Sono strumenti innovativi. Il PSZ riguarda i servizi sociali direttamente, ma è trasversale, non può non tenere conto, ad esempio, dei giovani; è utile anche per cercare possibili soluzioni in questo attuale stato di crisi. Si tratta di piani prospettici che prevedono un corretto uso delle già esigue risorse che oggi abbiamo a disposizione”.
Zoino ha successivamente ribadito l’importanza della formazione politica: “Politica vuol dire essere al servizio dei cittadini, non è uno strumento per trovare scorciatoie, ma mi rendo conto che oggi un giovane non ha competenze adeguate per svolgere ciò. Ben vengano, quindi, queste esperienze come CIVES che mirano alla sensibilizzazione al bene comune”.
L’ultimo intervento è stato del prof. Filippo Bencardino (Rettore dell’ Università del Sannio), il quale è partito da una schietta analisi: “Queste sigle denotano una molteplicità di livelli amministravi, una frammentazione. L’ urbanistica serve per due motivi: per lo sviluppo e per il benessere della cittadinanza; ma la concezione statica dalla quale proveniamo non prevedeva strategie di sviluppo per il territorio. Gli strumenti di pianificazione, invece, dovrebbero essere dinamici per valorizzare le specificità di un’area”.
Il Rettore individua nell’edilizia sfrenata (e troppo spesso priva di criteri, se non quello di grossi interessi economici) adottata in questi anni, una delle cause dei problemi urbanistici che riscontriamo oggi, come l’intensificarsi dei centri urbani e il progressivo allontanamento dalle aree extra-urbane: “Fino agli anni Settanta la concezione del territorio era diversa da oggi: questo era visto come il teatro dell’uomo; oggi invece sappiamo che ha un valore se sa realizzare delle strategie, a seconda del modello di sviluppo al quale si punta. Il problema è che oggi assistiamo a una crisi frutto di una mancanza di programmazione.”
Come immaginare allora possibili soluzioni per il futuro? “L’impronta ecologica è davvero importante – ha continuato Bencardino – essendo, ad esempio, uno degli assi del Piano Paesaggistico approvato di recente dalla Giunta Regionale della Campania. Se si realizzasse un meccanismo di compensazione ecologica, daremmo un senso all’urbanistica. La vera riforma urbanistica dovrebbe, inoltre, rompere il rapporto tra l’edificazione e il valore dei suoli: tutto questo andrebbe nella direzione di pianificare nell’interesse dei cittadini, piuttosto che a quelli economici”.

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