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direttore Antonio De Cristofaro

A Confindustria incontro su ‘Imprese, banche e confidi’

Scritto da il 11 febbraio 2012 alle 11:01 e archiviato sotto la voce Attualità, Foto. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

A Confindustria incontro su ‘Imprese, banche e confidi’

L’Associazione degli industriali e degli imprenditori di Benevento ed il Consorzio di garanzia Ga.Fi. Sud promuovono,  giovedì 16 febbraio 2012, dalle 16,30 alle 19,00 presso la sede di Confindustria, Plazzo Strega, il quarto degli appuntamenti nell’ambito del ciclo Gafincontra. Tema dell’incontro: Imprese, banche e confidi: un’alleanza per la crescita. Interverranno Rosario Caputo, presidente Gafi Sud; Gian Raffaele Cotroneo, presidente Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio; Giovanni Cuomo, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Benevento, Giuseppe D’Avino, presidente Confindustria di Benevento, Massimo Lo Cicero, docente di Economia Aziendale, Università La Sapienza, Roma, Giancarlo Malfatto, capoarea della Banca Popolare di Novara; Gennarino Masiello, presidente Camera di Commercio di Benevento e Carlo Varricchio, presidente Piccola Industria di Confindustria di Benevento.

 

La fragilità del sistema economico-finanziario, e la prudenza che l’attuale momento richiede, porta gli istituti di credito ad essere sempre più esigenti e severi del concedere fidi alle imprese. Secondo le rilevazioni Istat e Crif (Centrale Rischi Finanziari), il 2011 è stato caratterizzato da una flessione nella domanda di credito pari al -1% nel totale Italia ma più significativa in Campania (-2%) e molto più importante nella provincia di Benevento, con una riduzione di circa il 14%. Ma entrambe le analisi confermano la necessità delle imprese di ricorrere a finanziamenti bancari e le difficoltà di accesso al credito, che si è aggravata nel corso dello scorso anno. L’importo medio dei finanziamenti erogati è passato infatti dai 45mila euro del 2010 ai 38mila euro del 2011

 

“Invece che di alleanza per la crescita forse dovremmo parlare di alleanza per la resistenza – ha dichiarato Rosario Caputo, presidente del Gafi Sud – perché la crescita in questo particolare momento diventa un obiettivo ambizioso. I Confidi come supplenza del sistema bancario prestano una garanzia perché non dimenticano la loro origine mutualistica. In Campania, abbiamo realizzato da soli il 36% dei volumi ma il nostro obiettivo è nell’aggregazione dei confidi sul territorio e nella crescita dei volumi patrimoniali, per consolidare ulteriormente i requisiti patrimoniali richiesti per essere inserito tra i soggetti vigilati dalla Banca d’Italia.”

 

In un recente rapporto di Banca d’Italia su “I confidi e il credito alle piccole imprese durante la crisi” è confermato il ruolo dei confidi, infatti si legge: Il più stretto legame dei confidi con il territorio agevola la raccolta di informazioni anche nella fase di screening. Nel caso di rilascio di una garanzia, il confidi svolgerebbe una parte rilevante della fase di screening dell’impresa rilasciando alla banca una sorta di “certificazione” del merito di credito. E in tema di rischio, maggiori sono le dimensioni del confidi, maggiore è la diversificazione del rischio.

 

In particolare in tema di credito, i dati della Banca d’Italia segnalano che il volume dei prestiti vivi, per la provincia di Benevento, supera di poco il miliardo: è il dato più basso della regione, con uno scarto anche notevole rispetto ad Avellino, penultima in graduatoria. Inoltre la metà dell’importo si concentra nel settore dei servizi: manifattura e costruzioni diventano così componenti quasi marginali (soprattutto le prime) e ciò vale in particolare per le piccole imprese, quelle con meno di 20 addetti.

 

“Il rapporto tra banca e impresa  è divenuto sempre più complesso a causa dell’incertezza del contesto economico e finanziario, della scarsa liquidità delle imprese, della diffidenza del sistema bancari, dei tassi d’interesse sempre più elevati e della normativa bancaria sempre più rigida – dichiara Giuseppe D’Avino, presidente di Confindustria Benevento. -  La sofferenza di liquidità rappresenta, dunque, uno dei problemi maggiori del sistema imprenditoriale e in questo contesto i Confidi assumono un ruolo fondamentale nel rapporto tra banca ed impresa, in quanto agevolano e supportano l’accesso al credito. Far sedere allo stesso tavolo Imprese, banche e confidi, significa offrire al territorio gli elementi necessari per affrontare le questioni più delicate e per lanciare possibili proposte volte ad agevolare l’accesso al credito.”

 

“Una dimensione di mutua cooperazione tra banche ed imprese, che si esprime proprio attraverso i confidi – sottolinea l’economista Massimo Lo Cicero -  rafforza ulteriormente e reciprocamente la loro dimensione patrimoniale: la base, a partire dalla quale, si può ragionevolmente fare credito all’impresa ed ottenere una espansione della produttività, dei ricavi e, di conseguenza, anche delle dimensioni dell’occupazione lavorativa. Questa spirale virtuosa è la scommessa che hanno davanti le imprese, i confidi e le banche della provincia di Benevento. Si potrà vincere se si rafforzeranno i rapporti tra banche, imprese e confidi. Ma questa è solo la condizione necessaria; la condizione sufficiente che apre la porta a quella necessaria sarebbe la ripresa di una politica fiscale espansiva da parte dello stato. Ad esempio rendendo liquidabili i crediti, molti miliardi di euro, che le banche vantano verso la pubblica amministrazione. Sarebbe un gesto intelligente per far riprendere il lavoro a banche, imprese e confidi”.

 

 

“I Confidi possono giocare un ruolo cruciale proprio per le piccole imprese in quanto molto spesso il sistema bancario vede con maggiore diffidenza questa tipologia di impresa – sostiene Carlo Varricchio, presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Benevento. Infatti secondo una recente indagine pubblicata sul Sole 24 ore la stasi dell’economia e il credit crunch hanno fatto rimbalzare gli indici di rischiosità  delle aziende. Il ritardo dei tempi di pagamento delle forniture e i ritardi dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, hanno aumentato di molto il rischio di insolvenza delle imprese che negli ultimi 4 anni ha avuto un’impennata. Quanto agli aspetti dimensionali, sono sempre le piccole e medie imprese ad avere la peggio attestandosi all’11,5 % dei livelli di rischio, a differenza della grande impresa per la quale la percentuale di rischio risulta pressoché dimezzata. Se a questo si associano le nuove regole sullo sconfinamento bancario (past due) che prevedono che a partire dal 1° gennaio 2012 gli istituti di credito dovranno segnalare i crediti scaduti da più di 90 giorni, la metà rispetto ai 180 giorni precedenti, sono sempre più evidenti le difficoltà a cui vanno incontro le pmi e rispetto alle quali bisogna sollecitare un intervento delle Banche e dei Confidi.”

 

La grave crisi, con le conseguenti ripercussioni sulle imprese, la crescita e le possibili forme di alleanze tra i principali attori presenti sul territorio, sono i temi al centro dell’ incontro. Dunque l’iniziativa rivolta a imprenditori, dottori commercialisti, consulenti aziendali, manager bancari, cercherà di far luce sui possibili strumenti di crescita che possono essere impiegati in un contesto economico e finanziario in così forte crisi.

 Per i dottori commercialisti, l’incontro è valido per il conseguimento di crediti formativi.

 

 

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