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Cerreto, confiscati beni a seguito di decreto del Tribunale di Benevento

Scritto da il 9 febbraio 2012 alle 18:20 e archiviato sotto la voce Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Nel corso della mattinata di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita hanno eseguito il decreto di confisca dei beni emesso dal Tribunale ordinario di Benevento in seduta collegiale a seguito delle tre già eseguite ordinanze di misura di prevenzione patrimoniale di sequestro, datate rispettivamente 11 luglio, 30 settembre e 16 novembre 2011 a carico di G.C., sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale con l’obbligo di soggiorno. Come si ricorderà, il primo sequestro era stato effettuato dai militari del nucleo operativo della stessa compagnia, su proposta della locale Procura a seguito di complessi accertamenti operati negli anni 2009 e 2010 scaturiti dell’acquisizione di una cava sita a Morcone (località Colle Alto) avvenuta nell’ottobre del 2007, nel corso di un’asta fallimentare presso il Tribunale di Benevento, da parte dell’ex moglie dell’uomo, titolare di un’impresa, per un importo di 480.500 euro. L’area in questione, nel novembre del 2007, venne inizialmente individuata, dal commissario straordinario per l’emergenza dei rifiuti in Campania, per lo stoccaggio di ecoballe e successivamente, nel gennaio 2008, anche a seguito di una manifestazione di protesta nella quale presero parte circa 5.000 mila persone, con pullman, autocarri, e mezzi agricoli, provenienti, non solo della provincia sannita, ma anche della limitrofa regione Molise, fu ritenuta non adeguata dal punto di vista ambientale e quindi venne utilizzata per attività di frantumazione di inerti. Le indagini patrimoniali portarono alla luce che nonostante l’uomo ed i suoi familiari avevano dichiarato una capacità reddituale quasi inconsistente, a mala pena sufficiente a far fronte alle esigenze primarie del nucleo familiare, sono invece intestatari di un patrimonio stimato intorno ai 12 milioni di euro, riguardante numerosi terreni agricoli, appartamenti e diverse aziende ubicate fra le province di Benevento e Avellino, acquisiti, nel corso degli anni, attraverso la commissione di attività delittuose contro il patrimonio e la persona. Con il provvedimento di confisca, per la prima volta emesso dal Tribunale sannita, si è dimostrato la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il valore dei beni e delle società riconducibili all’uomo.

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