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direttore Antonio De Cristofaro

Fillea Cgil: ‘Ripristinare le condizioni di normalità nel cantiere della Fortorina scarl’.

Scritto da il 8 marzo 2012 alle 14:38 e archiviato sotto la voce Attualità, Lavoro, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

‘Ripristinate le condizioni di normalità nel cantiere della Fortorina scarl.I lavoratori potranno beneficiare di turni di lavoro regolari di 8 ore giornaliere’. E’ quanto si legge in una nota della Fillea Cgil Benevento.
‘Con l’incontro in Prefettura del 2 Marzo u.s. e dopo un anno dalla denuncia della FILLEA CGIL, la delicata vicenda dei turni di lavoro dei lavoratori impegnati nella costruzione della variante alla S.S. 212 , cosiddetta “Fortorina”, si è finalmente conclusa.
Una battaglia portata avanti in perfetta solitudine in cui la FILLEA ha dovuto fare i conti con le ritorsioni aziendali e l’indifferenza delle altre sigle sindacali presenti in cantiere.
Alla riunione, presieduta dal Prefetto di Benevento, hanno preso parte oltre alla FILLEA e alla CGIL di Benevento, il Compartimento ANAS Campania, i rappresentanti aziendali della Fortorina scarl, la DPL Provinciale, il Direttore di Confindustria e i rappresentanti di Filca e Feneal.
La FILLEA di Benevento aveva denunciato un anno fa i turni massacranti a cui erano sottoposti i lavoratori della Fortorina scarl.
12 ore al giorno per sei giorni la settimana con turnazioni che coprono tutta la settimana, sabato, domenica e festivi compresi. 12 ore di giorno e 12 ore di notte. In violazione a qualsiasi normativa sui lavori a turno, e in violazione a qualsiasi normativa sui limiti max delle notti in un anno.
Ma la condizione di vita nei cantieri edili della provincia di Benevento è ancora caratterizzata da azioni di sudditanza e vassallaggio. L’azione sindacale, in tale contesto, diventa sempre più difficile e portare regole e diritti nei luoghi di lavoro diventa una missione impossibile, soprattutto quando la controparte datoriale considera il contratto di lavoro, e l’insieme di regole e diritti, un costo eccessivo.
Nella vicenda specifica, per avere un tavolo istituzionale e per affrontare i problemi, si è dovuto far ricorso fin’anche al Presidente della Repubblica.
L’azienda prima e l’associazione imprenditoriale di categoria, l’ANCE di Benevento, dopo, nonostante le evidenze, si sono sempre rifiutati di affrontare tale problematica. Anzi, persino davanti ai rapporti della DPL di Benevento, che dettagliatamente ha relazionato sulle molteplici gravi violazioni, l’ANCE, ha preferito far finta di non vedere e l’azienda ha normalizzato l’orario di lavoro solo dal 27/02/2012, quattro giorni prima dell’incontro in Prefettura.
Caporalato, sfruttamento, sottosalario, lavoro in nero, assenza di sicurezza sono le condizioni, la quotidianità in cui vivono i lavoratori edili della provincia di Benevento, con la consapevolezza, e forse l’acquiescenza, di organizzazioni datoriali e sindacali che dovrebbero invece tutelarli.

Si è chiusa positivamente una vicenda, ma resta il rammarico di un’azione sindacale portata avanti in perfetta solitudine. Forse una maggiore unità dei sindacati territoriali avrebbe potuto e potrebbe garantire quei diritti e quelle tutele ai lavoratori edili della nostra provincia, indispensabili per una dignità del lavoro e dei lavoratori.

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