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direttore Antonio De Cristofaro

Al Museo del Sannio va in scena lo spettacolo ‘Il secondo errore di Dio’

Scritto da il 7 marzo 2012 alle 10:34 e archiviato sotto la voce Attualità, Cultura & Spettacoli, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Domani 8 marzo alle ore 18.30 (e non 17.30, come inizialmente previsto), presso l’Auditorium del Sannio “Gianni Vergineo”, la Compagnia Stabile Solot di Benevento metterà in scena lo spettacolo “Il secondo errore di Dio”.

L’evento, promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità della Provincia in collaborazione con l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Benevento e la facoltà di Scienze Economiche e Sociali dell’Università del Sannio, celebrerà la Festa della Donna.

Ecco di seguito la scheda dello spettacolo:

Il secondo errore di Dio

Da quando è stata inventata la scrittura, ma forse anche prima, la donna – madre e moglie, serva e padrona, giglio di purezza o vecchia bisbetica – è stata soggetto privilegiato di riflessioni e commenti, fonte inesauribile di detti, lazzi, proverbi, spesso anche simili, se non uguali in molte lingue, spettacoli teatrali, film, dibattiti e convegni. La scelta poetica contenuta in questa performance non parte da alcun presupposto né vuole dimostrare alcuna tesi: guidata dalla curiosità di scoprire come la donna nel corso dei secoli è stata vista e (in casi percentualmente scarsi) si è vista, la sua eventuale arbitrarietà nella proposizione delle scene teatrali che ne compongono il corpus, è frutto solo di gusto personale. Friedrich W. Nietzche disse “Dio creò la donna e, a dire il vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche tante altre cose. La donna fu il secondo errore di Dio” e gli uomini in genere sembrano averla sentita quasi sempre come una pericolosa minaccia: immonda e lasciva, furba e volubile, avida e infida, cervello piccolo, niente anima. Ce lo dice la voce popolare, accanto a filosofi e medici, teologi e poeti, scienziati e romanzieri. Qualcuno, è vero, dissente e qualcuna ha reagito, ma fino all’arrivo del femminismo le voci discordanti suonano molto scarse. La questione è comunque ben lontana dall’essere risolta. La guerra (dei sessi) continua.

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